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Dacia Duster restyling, i prezzi: si parte da 12.950 euro

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prezzi del SUV rumeno partono dai 12.950 euro per la 1.0 TCe 90 CV a benzina in versione Access, fino ai 22.150 euro della Prestige con motore 1.3 turbo da 150 CV.

La Dacia si è aggiornata nel look grazie ad una nuova calandra e a fari anteriori e posteriori rivisti nel design. Non mancano anche nuove tinte e opzioni per i cerchi in lega da 16 pollici e 17 pollici.

La vita a bordo migliora grazie alla nuova dotazione di una consolle centrale rialzata con bracciolo scorrevole (presenta un vano portaoggetti chiuso da 1,1 litri e due prese USB a seconda del livello di allestimento), due sistemi multimediali con nuovo display da 8 pollici e sellerie inedite.

L’equipaggiamento di serie comprende computer di bordo, accensione automatica dei fari e limitatore di velocità con comandi al volante retro illuminati. A seconda delle versioni sono disponibili: clima automatico con display digitale, cruise control con comandi al volante, sedili anteriori riscaldabili e sistema di accesso Keyless Entry.

A richiesta Duster può essere dotato di Media Display (6 altoparlanti, radio DAB, connettività Bluetooth, due porte USB e funzione di connettività wireless compatibile con Apple CarPlay ed Android Auto) gestibile anche con riconoscimento vocale.

L’interfaccia di Media Display e Media Nav comprende una sezione Veicolo che consente, in particolare, di accedere alle informazioni sulla guida economica oppure, nelle 4 ruote motrici, al sistema 4×4 Monitor con altimetro, inclinometro, angolo di beccheggio e bussola.

La gamma dei motori della Dacia comprende così quattro scelte. Si può optare per il diesel 1.5 Blue dCi da 115 CV a 2 o 4 ruote motrici con cambio manuale a 6 rapporti, oppure per il benzina 1.0 TCe 2WD da 90 CV. Nel listino della Duster fa il suo debutto il motore 1.3 TCe a benzina da 150 CV e la trasmissione automatica EDC a 6 rapporti. Inoltre, il motore ECO-G 100 è stato aggiornato con un serbatoio di GPL dotato di una capacità superiore del 50% per raggiungere così i 1.235 km di autonomia combinata tra GPL e benzina.

Sono quattro i possibili equipaggiamenti: Access, Essential, Comfort, Prestige e la novità Prestige UP. Quest’ultimo si può abbinare alle versioni a 2 ruote motrici a GPL e diesel si caratterizza per una dotazione full optional che comprende Key less entry, Multiview Camera e ruota di scorta (sulla sola motorizzazione diesel).

Fonte: Automoto.it

Il camper da record di Will Smith è un trionfo del lusso da 2,5 milioni di dollari

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Il motorhome del Principe di Bel Air va oltre ogni immaginazione: 14 televisori, 22 ruote, rivestimenti in pelle e finiture in granito, uno schermo da 100 pollici e porta alla Star Trek. Will Smith lo ha battezzato “The Heat” e ci ha vissuto durante le riprese di alcuni dei suoi film più amati dal pubblico.

ill Smith è uno degli attori più amati al mondo – di sicuro lo è sui social – ed il suo camper, battezzato The Heat e costruito nei primi anni Duemila, è un concentrato di lusso e opulenza su ruote. 22 ruote per la precisione, quanto basta a portare in giro la star del cinema (e famiglia) durante le riprese. Costruito dalla Anderson Mobile Estate e inizialmente battezzato “The Studio”, il motorhome vanta una lunga serie di soluzioni tecniche e stilistiche per rendere più facile la vita dell’attore in trasferta.

Fonte: Automoto.it

WRC21. Acropolis. Rovanpera e Toyota Festa con gli Dei

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Kalle Rovanpera stravince il Rally di Grecia conquistando per la prima volta l’en plein. Tanak è secondo, Ogier terzo ma allunga nella graduatoria del Mondiale a due (tre? Monza?) prove dalla fine. Rally no per Evans e Neuville.

Lamia, Grecia 12 Agosto. Finisce in bellezza: Kalle Rovanpera e Jonne Halttunen conquistano la loro seconda vittoria di carriera, dopo l’exploit con il quale hanno rotto il ghiaccio in casa di Tanak nel Luglio scorso, ai danni di Ott Tanak e Martin Jarveoja, secondi a 42… secondi, e di Sebastien Ogier e Julien Ingrassia, terzi a un minuto e passa. Il ritorno al Mondiale dell’EKO Acropolis Rally of Gods è stato così impreziosito da una battaglia agonistica sopraffina, da un risultato eccellente e da un impianto “scenico” che, seppure adattato perfettamente all’evoluzione dei tempi (e dei regolamenti) non ha certamente fatto rimpiangere il “Kenya greco”. Stessa polvere, stessa durezza del terreno, stessa luce e sole incredibili ma anche un inizio clamoroso, con pioggia e fango sugli sterrati degli Dei. Anche questo è l’Olimpo ritrovato del Mondiale.

Tre protagonisti assoluti, un comprimario e, va detto, una sfilza di comparse. Il Mondiale è, in questo senso, impietoso. Dani Sordo limita i danni guardando da lontano i fanalini di coda dei battistrada, ma è il primo di una lunga lista di chiari sconfitti. A partire dagli Equipaggi M-Sport, che dal loro punto di vista, invece, possono gioire moderatamente nel portare a casa un risultato globale eccellente, Greensmith meglio di Fourmaux (settimo alle spalle del rientrato Evans). D’altra parte lassù in testa non si è scherzato per una sola Speciale delle 15 disputate. Alla “pièce” di un grande Rally sono mancate, tuttavia, le performance di Elfyn Evans e di Thierry Neuville, non certo fortunati e vittime di più eventi di carattere tecnico e di “feeling” che, di fatto, ne hanno di molto, se non definitivamente, mitigato le ambizioni mondiali. Davvero, soprattutto Neuville ha dimostrato di valere molto di più di quanto dicano i risultati ottenuti.

Fonte: Automoto.it 

F1, Raikkonen è ancora positivo al Covid, salta il Gran Premio d’Italia

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Kimi Raikkonen non potrà disputare la sua ultima Monza della carriera, ed essere salutato dai tifosi della Ferrari. Infatti attraverso un comunicato l’Alfa Romeo ha fatto sapere che è ancora in isolamento domiciliare in Svizzera, e non potrà recuperare in tempo per il Gran Premio d’Italia.

Al suo posto ci sarà nuovamente Robert Kubica, che ha augurato una pronta guarigione al finlandese.  “Prima di tutto, voglio fare i miei migliori auguri a Kimi, spero che recuperi completamente e torni presto nell’abitacolo. Non vedo l’ora di correre a Monza. È una pista incredibile nella quale ho ottenuto il mio primo podio, nel 2006.

A differenza di Zandvoort, è una pista che conosco bene e questo mi aiuterà, soprattutto perché il formato della Sprint Qualifying significa che avremo una sessione di prove brevi. Sono contento di quello che ho fatto in Olanda e non vedo l’ora di aiutare la squadra ancora una volta a Monza”.

Fonte: Automoto.it

Una Lambo speciale da oltre 480 Km/h e 1.900 Cv

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Lei si chiama Rayo, è nata da parte dalla collaborazione tra Envisage Group e 7x Design. La Rayo recentemente presentata al Concours of Elegance tenutosi ad Hampton Court, in Inghilterra, dove ha ottenuto il suo primo riconoscimento.

Questa hypercar, è basata sulla carrozzeria della Lamborghini Huracan LP 610-4, le differenze si notato soprattutto sul kit estetico della carrozzeria ma ancora di più sul motore twin turno da 5.2 litri V10, che triplica di tre volte la potenza della supercar di Sant’Agata Bolognese.

Avete capito bene 1900 cv(1416KW), con una velocità massima di 482 km/h. Con una velocità del genere necessità di un’ aerodinamica d’eccellenza, e difatti il nuovo kit dell’auto riduce in maniera notevole il suo coefficiente di resistenza, parliamo di un coefficiente aerodinamico di 0,279 rispetto allo 0,390 della Huracan di serie.

Il tratto distintivo del nuovo design è sicuramente il frontale, simile all’auto d’origine ma con un naso estremamente allungato e proteso verso l’asfalto, ben oltre lo splitter inferiore. Il gruppo ottico anteriore è originale, presenta delle ciglia inferiori che riportano alla mente i fanali della leggendaria Lamborghini Miura.Probabilmente hanno lo scopo di aiutare il flusso d’aria sopra i fari, considerando quanto sia vitale il basso coefficiente di resistenza dell’auto.

Il posteriore è invece la parte più ritoccata e mette in mostra delle linee carrozzeria molto più morbide ed organiche, a cui si unisce un diffusore dalle dimensioni piuttosto generose e due ali laterali che rimpiazzano l’alettone posteriore, completamente assente.I fanali posteriori sembrano simili, sebbene abbiano un design unico.

Come detto la vettura si basa sulla Huracan LP 610-4, ma dell’auto originale è rimasto davvero poco. Gli unici pezzi in comune con la sportiva di Sant’Agata Bolognese sono i gruppi ottici anteriori e posteriori, gli specchietti e il tetto, tutto il resto è stato rifatto da zero in pregiata fibra di carbonio. Il corpo è realizzato in fibra di carbonio, entrando da Envisage Group, ed è stato progettato ogni pannello per allinearsi con il telaio della Huracan senza compromettere l’integrità della monoscocca.

7X Design non ha rilasciato informazioni riguardanti il prezzo di questa one-off, ma è plausibile che si tratti di una vettura con un cartellino da sette cifre, probabilmente commissionata da qualche facoltoso cliente.

Fonte: Automoto.it

Nuova taglia europea per la Kia Sportage 2022: più compatta, integrale, fino a 265CV

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Chi credeva di sapere già tutto della nuova Kia Sportage 2022, forse deve ricredersi. I dati precisi della versione europea arrivano solo ora, con il Salone di Monaco.

La Kia Sportage che arriverà su listino prezzi Italia 2022 è lunga 4,52 metri, meno della versione presentata qualche mese addietro per il mercato globale. Anche il passo è più corto, a 2,68 metri. In abitacolo i due schermi curvi da 12,3” e dietro un bagagliaio da 591 a 1.780 litri.

I motori sono ibridi, con al top il plug-in da 265 CV, seguito dal full hybrid con 230 CV. Quindi i mild hybrid da 150 e 180 CV benzina o 136 CV diesel.

La trazione volendo integrale, con il Terrain Mode a regolare automaticamente le impostazioni. Maggiori dettagli prima del debutto su queste pagine, durante il Salone di Monaco.

Fonte: Automoto.it

F1. Altro che piloti codardi: a Spa il coraggio è mancato alla direzione gara

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F1. Altro che piloti codardi: a Spa il coraggio è mancato alla direzione gara

Nel clima di incertezza che ha regnato a Spa oggi, una cosa è apparsa immediatamente certa. Il pasticciaccio brutto consumatosi nelle Ardenne è destinato ad entrare nella storia della F1. L’atmosfera, pur essendo diverse le circostanze, era simile all’aria che tirava a Indianapolis nel 2005. Allora a fare scalpore furono le sei macchine giunte al traguardo a causa dell’ammutinamento dei gommati Michelin. Oggi, invece, tengono banco i due giri inanellati dietro la Safety Car prima di alzare bandiera bianca.

È stato il degno epilogo di un pomeriggio alienante, con un’attesa di oltre tre ore e aggiornamenti meteo che, ad un certo punto, sono diventati semplicemente l’anticipazione di un nuovo, ipotetico aggiornamento. Si è allungato il brodo in maniera esponenziale, arrivando al momento in cui, dopo un leggerissimo miglioramento, ci si è ritrovati nelle stesse condizioni del giro di formazione, ma con una visibilità peggiorata. Il direttore di gara, Michael Masi, ha così deciso di far partire i piloti dietro la Safety Car, per inanellare il numero di giri sufficiente ad assegnare metà punti.

Parliamoci chiaro: le condizioni per correre non c’erano. Il mix potenzialmente assai dannoso tra l’impossibilità di intervenire sull’assetto in caso di meteo avverso causa regime di parc fermé – normativa assolutamente rivedibile – e la poca affinità delle monoposto attuali con le condizioni di bagnato estremo lo escludeva. A questo si aggiunge la pista di Spa, con la splendida sequenza Eau Rouge-Raidillon, infingarda già in condizioni normali, figuriamoci con una visibilità scarsa come quella di questo pomeriggio.

Fonte: Automoto.it 

Land Rover Defender 130: le prime foto spia

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Land Rover è pronta ad espandere la sua linea di Defender con la nuova 130, una variante che è stata vista girare attorno al circuito di Nürburgring e che ora possiamo vedere in degli scatti. Ovviamente l’auto presenta la classica livrea applicata sui prototipi, ma le forme e i dettagli sono molto riconoscibili.

Land Rover Defender 130 potrebbe arrivare in commercio già dall’anno prossimo secondo indiscrezioni, permettendo agli interessati di mettere le mani sopra a questa vettura di fascia alta.

Per adesso sappiamo che il prototipo della 8 posti girava con un motore mild-hybrid da 3 litri benzina, capace di generare circa 360 CV e con un tempo da 0 a 100 km/h di 6,5 secondi.

Fonte: Automoto.it

Nuova Honda HR-V, Niente spina e niente termico puro: ecco il sistema ibrido e:HEV

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In molti sono pronti ad accogliere la nuova serie, terza generazione, della Honda HR-V. Quali motori monta? Ormai manca poco al debutto italiano con le concessionarie Honda che la metteranno in strada entro fine anno, queste vetture senza spina ma nemmeno pure termiche. La nuova Honda HR-V è unicamente ibrida, con noto gruppo full hybrid e:HEV della Casa.

Lo abbiamo visto, spiegato sin dai modellii pre-serie dei Saloni e provato anche sulle altre vetture recenti della Casa giapponese: CR-V e la piccola Honda Jazz. Vediamo però in dettaglio, come è evoluto e quindi fatto l’ibrido Honda del 2021 su HR-V. I motori elettrici sono due ed il termico uno, 1.5 Atkinson. La batteria è agli ioni di litio 60 celle (su Jazz sono 48) e la trasmissione a ingranaggi fissi, qui con un rapporto ridotto rispetto alle sorelle. In totale potenza è 131 CV con 253 Nm di coppia.

Solo ibrido senza spina

Il passaggio tra spinta pura elettrica, termica o ibrida è gestito in automatico dal sistema. Banalmente in autostrada con alte velocità si guida pienamente con la parte termica, mentre in alcune fasi di guida ibrida, il sistema sfrutta il termico udibile accesso per generare energia che ricarica la batteria.

Le modalità di guida selezionabili, sono 3: Sport, Econ, Normal. La Sport sfrutta a pieno sia l’elettrico sia il termico. In Econ al contrario si riducono sia la risposta al pedale sia l’assorbimento del clima, per ottimizzare i consumi. Infine, selezionando la funzione B da leva al volante, si può avere la massima rigenerazione in frenata.

Fonte: Automoto.it

Formula E, ePrix Londra 1: vince Dennis

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Dominio di Jake Dennis nel dodicesimo round del mondiale. L’inglese si è imposto nel primo appuntamento del week end dell’ePrix di Londra 2021 di Formula E, precedendo Nick De Vries che riporta la Mercedes sul podio e Alex Lynn. Ritirato il leader del mondiale Sam Bird che in partenza ha tamponato Alexanader Sims.

Il ritorno della Formula E a Londra non ha tradito le attese, con Dennis che una volta conquistata la leadership a metà gara sfruttando un errore di Lynn che stava tentando di riprendersi la 1° posizione, e utilizzando l’attack mode, nel momento giusto ha allungato, andando a conquistare senza problemi nell’ePrix di casa la seconda vittoria stagionale, e salendo al 2° posto nel mondiale.

Grande battaglia invece alle sue spalle, dove uno scatenato De Vries rimontando sette posizioni rispetto alle qualifiche, ritrovando il feeling con la Mercedes di inizio stagione, nel finale ha superato Lynn tornando in lotta per il mondiale.

La stessa manovra non è riuscita a Sebastian Buemi che si è dovuto accontentare della 4° posizione. Dietro allo svizzero Andrè Lotterer e Renè Rast il quale nell’ultimo giro ha vinto la sfida in casa Audi passando Lucas Di Grassi.

Passo in avanti rispetto alle ultime gare anche per l’altra Mercedes di Stoffel Vandoorne 8°, davanti ad Antonio Felix Da Costa che riduce a 3 punti il distacco da Bird, mentre Oliver Rowland completa la top ten.

Fuori dalla zona punti Edoardo Mortara 11°, lontano dai livelli di New York Nick Cassidy 13° e Jean-Eric-Vergne 14° condizionato oltre che da una brutta qualifica anche da un problema tecnico che l’ha costretto a subire una penalità, sempre in difficoltà Robert Frinjs 15°. La giornata da dimenticare per la Jaguar è completata da Mitch Evans 17°, crollato dopo un buon inizio Seat Camara 20°.

Al termine di gara 1 dell’ePrix di Londra, nella classifica piloti in testa sempre Bird con 81 punti, seguono Dennis 79, Da Costa 78. Nella classifica a squadre Ds Techeetah e Virgin Racing 146, Jaguar 141.

Fonte: Automoto.it

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