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Formula E, in Arabia Saudita per la prima volta in notturna

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La Formula E per la prima volta andrà in scena in notturna. La terza e la quarta gara della prossima stagione, in programma a Diriyah, in Arabia Saudita, saranno disputate sotto le luci dei riflettori. Ovviamente eco-friendly: sarà impiegata una tecnologia LED a basso consumo, circa la metà rispetto a soluzioni non LED. Il resto dell’energia necessaria per alimentare l’illuminazione sarà totalmente riciclabile, in quanto fornita da olio vegetale idrotrattato ricavato da materiali ecosostenibili.

L’Arabia Saudita, spiega la nota diffusa dalla Formula E sulle due gare a Diriyah, è il partner migliore per questa avventura in notturna, visto che la nazione del Golfo Persico è a sua volta molto attenta all’ecosostenibilità, parte fondamentale della modernizzazione del paese secondo la Vision 2030. «Siamo molto orgogliosi di collaborare con l’Arabia Saudita per dare vita alla prima gara in notturna della storia della Formula E – spiega il co-fondatore della categoria, Alberto Longo -. Sono sicuro che la corsa sarà spettacolare, con un tipo di competizione diverso da quanto visto finora».

«Come sempre – riflette Longo – il nostro primo pensiero ha riguardato il modo in cui dare forma alla nostra visione sportiva in modo sostenibile. Prima di innovare il nostro prodotto, dobbiamo sentirci sicuri di poter mantenere gli standard di sostenibilità di cui ci consideriamo responsabili». L’appuntamento per la prima gara in notturna della storia della Formula E è per il 26 febbraio 2021, alle 20 ora locale. La prossima stagione della categoria elettrica comincerà invece il mese precedente, più precisamente il 16/17 gennaio, a Santiago del Cile.

Fonte: Automoto.it 

Milano, dal 2023 punti di ricarica per auto elettriche in tutti i distributori

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A partire dal primo gennaio del 2023, le stazioni di servizio di carburante a Milano dovranno dotarsi di infrastrutture per la ricarica elettrica. Lo stabilisce il Regolamento per la qualità dell’aria approvato dal Consiglio comunale del capoluogo lombardo.

In una nota diffusa da Palazzo Marino si spiega che i distributori dovranno presentare il progetto entro il primo gennaio del 2022, mentre l’installazione delle colonnine deve avvenire entro 12 mesi. Nel caso in cui ci fosserò delle impossibilità tecniche, la colonnina dovrà essere realizzata in un’area pubblica, sempre rispettando la scadenza del primo gennaio 2023.

Fonte: Automoto.it 

Cina: nuovo brand di veicoli elettrici

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Cina: nuovo brand di veicoli elettrici

Manca solo il nome, per il resto è tutto (o quasi) già definito: in Cina sta per sorgere un nuovo marchio dedicato alla produzione di veicoli a sola propulsione elettrica, frutto dell’accordo tra Changan Auto, azienda con sede nella megalopoli di Chongqing (il suo numero di abitanti è ormai vicino ai 40 milioni!) che produce di auto, il colosso Huawei di Shenzhen e Catl, il più grande produttore cinese di batterie per veicoli elettrici.

La Changan è tra le maggiori Case automobilistiche cinesi, formando la “banda dei quattro“ insieme a Dongfeng Motor Corporation, Faw Group e Saic Motor: la scorsa estate, Changan ha presentato il primo veicolo tutto elettrico, l’Oshan X7 EV, un Suv compatto basato sul modello a classica combustione interna disponibile da un paio d’anni sul mercato interno.

L’alleanza tra Changan Auto, Huawei e Catl nasce per lanciare un inedito marchio che punta a diventare leader nel campo della smart mobility, principalmente proponendo veicoli full electric per la mobilità urbana: il primo modello dovrebbe arrivare molto presto, addirittura all’inizio del prossimo anno, mentre il core business della nuova azienda saranno i veicoli elettrici intelligenti, capaci quindi di interagire con i sistemi domotici di case ed uffici, oltre che con la rete di infrastrutture urbane.

Fonte: Automoto.it

Porsche Macan restyling, le foto spia

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Il debutto della prima generazione della Porsche Macan risale al 2014, ma la casa di Zuffenhausen, almeno per il momento, sembra non volere introdurre la seconda, optando invece per il terzo restyling. Questo è ciò che si evince dalle foto spia che vi proponiamo: il muletto, pizzicato nel corso di un test su strada in Germania, presenta modifiche contenute. Giusto qualche ritocchino ai paraurti, sia all’anteriore che al posteriore, che presenta ora un’ampia sezione nera. I quattro terminali di scarico sono integrati ai lati di questa parte, mentre la targa è posizionata leggermente più in basso.

Ma ci sono cambiamenti in vista anche nell’abitacolo, dove dovrebbero trovare posto un inedito display per il sistema di infotainment e un volante simile a quello della Panamera. Non sono invece da attendersi grosse novità sul fronte dei propulsori. L’entry level dovrebbe mantenere il 2.0 quattro cilindri da 242 CV, mentre la Macan S sarà equipaggiata con l’attuale V6 di 3.0 litri da 349 CV. Dovrebbero essere confermati anche il V6 di 2.9 litri della Macan GTS e il V6 di 2.9 litri della Macan Turbo, in grado, rispettivamente, di erogare fino a 375 CV e 434 CV.

Come già anticipato, si tratta del terzo restyling della Macan. Il primo risale al 2016, quando il SUV venne equipaggiato con il Porsche Communication Management, fari full-LED opzionali e pacchetti specifici per la Turbo. Contestualmente, fu introdotta anche la variante GTS. Il secondo facelift, nel 2018, vide delle modifiche al telaio, all’anteriore e alla firma luminosa, oltre a soluzioni tecniche all’interno dell’abitacolo e nuovi motori . Per la seconda generazione della Macan, con tutta probabilità, bisognerà attendere la fine del 2021 o l’inizio del 2022. 

Fonte: Automoto.it 

Allaguida di nuova Hyundai i20, la prova su strada della mild hybrid

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Una faccia decisamente più fresca, più moderna, con un profilo slanciato e a tratti perché no, anche stiloso. Nuova Hyundai i20 si ripresenta più giovane e sportiveggiante con una terza generazione forte dell’aggiunta della motorizzazione mild hybrid, ed oltre ad un design dinamico e completamente rivoluzionato, con caratteristiche tecnologiche all’avanguardia per le auto di segmento B.

Rispetto alla generazione precedente, le proporzioni sono state rese più generose, migliorandone l’impatto visivo grazie al tetto abbassato (-24 mm), alla carrozzeria più larga (+30 mm) e alla maggiore lunghezza (+5 mm), mentre il passo è stato aumentato di 10 mm. Le nuove proporzioni offrono indubbiamente maggior spazio agli occupanti, e il volume del bagagliaio è stato aumentato di 25 litri, arrivando così a 351 litri complessivi.

Abbiamo guidato nuova Hyundai i20 in un percorso extraurbano di circa 80 km apprezzando subito le qualità del motore turbo benzina con tecnologia mild hybrid. Un 1.0 da 3 cilindri silenzioso e molto equilibrato. Cambio manuale a 6 rapporti preciso negli innesti e preciso anche nelle manovre veloci. Frizione morbida e pedale del freno ottimamente calibrato e modulare nella sua funzione. Nel complesso, meccanica impeccabile. Un propulsore brillante nello spunto ma che non eccede nella coppia (175 Nm). Prima e seconda molto corte con terza e quarta marcia più sprintose. Il giusto compromesso per avere un’auto che da piacere di guida, d’impatto per il suo design e con la corretta potenza legata a bassi consumi. Parliamo in ogni caso di 100 CV che spingono la nuova Hyundai ad una velocità massima di 188 Km/h.

Fonte: Allaguida

Volkswagen Golf R, in Golf a 270 km/h

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Si amplia la scelta per chi vuole optare per una Golf sportiva: dopo GTI, GTE, GTD e GTI Clubsport, l’ottava generazione della Volkswagen Golf viene declinata nella consueta versione “R”, ovvero il non plus ultra della gamma Golf.

La nuova Volkswagen Golf R, che approderà in Italia all’inizio del prossimo anno dopo che ne sarà rivelato il prezzo di listino, arriva sul mercato forte di una potenza di 320 CV ed una coppia massima di 420 Nm, esattamente +20 CV e + 20 Nm rispetto al modello R uscente.

Il nuovo motore 2 litri 4 cilindri in linea turbo è abbinato al cambio DSG a 7 rapporti ed alla trazione integrale 4Motion che integra un sistema di ripartizione della coppia battezzato R-Performance Torque Vectoring che, assicurano da Wolfsburg, permette maggiore controllo e trazione in curva.

Una Golf da 270 all’ora

Le prestazioni sono fuori dal comune per il segmento, quello delle cosiddette “hot hatch” per dirla all’anglosassone: la nuova Golf R accelera da 0 a 100 km/h in appena 4,7 secondi, mentre la velocità massima è limitata dall’elettronica ai canonici 250 km/h.

Per chi non si accontenta, è però possibile installare il pacchetto R-Performance che innalza la velocità massima a 270 km/h e offre una modalità di marcia dedicate a chi si vuole abbandonare a qualche numero, la “Drift”, che abbassa il livello di intervento dell’ESC per consentire le derapate, e la “Nurburgring”, una configurazione con massima potenza ma sospensioni non troppo rigide sviluppata e dedicata proprio al circuito tedesco ed impiegabile su strade con caratteristiche simili al temibile Nordschleife.

Il pulsante “R”

La Volkswagen Golf 8 R è l’unica Golf dotata di pulsante “R” sul volante multifunzione: si tratta di un tasto che permette di selezionare la modalità di marcia preferita tra le impostazioni “Comfort”, “Sport”, “Race”, “Individual” (quella personalizzabile) e la “R” che si inserisce tenendolo premuto per qualche secondo.

Look inconfondibile

La Golf R è come al solito realizzata a partire dalla versione 5 porte. Si riconosce immediatamente per il frontale dedicato con ampie prese d’aria ed evidenti appendici aerodinamiche, per il posteriore con un vistoso diffusore che incornicia i due scarichi sdoppiati (disponibili anche come optional ufficiale lo scarico Akrapovic in titanio) e l’assetto ribassato di 2 cm.

Al posteriore c’è anche uno speciale spoiler sul tetto, che diventa più grande se si opta per il summenzionato pacchetto R-Performance. La Golf R può essere configurata in soli tre colori: “Lapiz Blue Metallic” “Pure White” e “Deep Black Pearl Effect”, cioè colori tradizionali per i modelli Golf sportivi.

Aria di corse

Gli interni sono caratterizzati dal volante sportivo multifunzione, sedili avvolgenti disponibili in tessuto oppure pelle Nappa e pedaliera in metallo.

Cambia anche le grafica della strumentazione digitale, che adotta una nuova schermata con il contagiri al centro del display e una luce di cambiata quando il cambio è impostato in modalità manuale.

Il “Digital Cockpit Pro” nella Golf R può anche visualizzare dati come la pressione di sovralimentazione, la temperatura del cambio, la coppia, la potenza, le forze G e la distribuzione della coppia della trazione integrale. E’ inoltre dotato di un cronometro per la misurazione dei tempi in pista.

Dedicati a questo modello sono inoltre la configurazione delle sospensioni (con schema McPherson all’anteriore con un sottotelaio specifico in alluminio e multilink al posteriore), che sono attive e più rigide rispetto al passato e l’impianto frenante che si avvale di dischi anteriori da ben 340 mm.

La nuova Volkswagen Golf R potrà essere ordinata a breve. In Italia dovrebbe arrivare nel gennaio del 2021, ad un prezzo di listino che si aggirerà intorno ai 50.000 euro.

Fonte: Automoto.it

Tesla vende “troppo bene” in Germania, Ma non smaltisce? Multa da 12 milioni sul riciclo batterie

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Attenzione, dopo i francesi che bloccano le vendite di EV cinesi Polestar, l’auto elettrica americana di Tesla viene sanzionata nella “amica” Germania, con multa da 12 milioni di euro. Mica poco e soprattutto non per cosa da poco, visto che si parla di questione ecologica.

Però nel frattempo la Casa ha fatto incrementi record, a livello percentuale sulle proprie vendite in casa di Volkswagen e Audi. L’agenzia federale per l’ambiente (UBA) avrebbe rilevato mancato rispetto di normativa per smaltimento delle batterie, a fine ciclo vita sulle auto elettriche. Tesla dovrebbe occuparsene, nominando chi segue lo smaltimeno e come, ma al momento non è ancora chiara la vicenda.

Elon ci ha messo una sua nuova factory in casa tedesca, non senza problemi, ma la multona piove ugualmente per questa presunta violazione sul riciclo, mentre Tesla dice di essere a norma. Potrebbe esserci un ricorso in quanto secondo gli americani la questione sarebbe inerente solo a obblighi amministrativi, senza impatti sostanziali.

Fonte: Automoto.it

Prezzi da casa e da colonnina: quanto costa “il pieno” della nuova Fiat 500 elettrica

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In molti, dopo averla vista e conosciuta nella scheda tecnica come nel listino prezzi Fiat da scontare fino a 16K, si domandano: quanto costa ricaricare la nuova 500 elettrica? Semplice, costa davvero poco sulla carta e non occorre nemmeno “fare il pieno” di odoroso carburante alla pompa, ma…. Esiste un ma. Bisogna stare all’occhio sull’autonomia residua e la disponibilità di punti ricarica in zona. Meglio se si “rabbocca” di energia la batteria a ogni occasione possibile quindi. Strategie di ricarica e funzionamento delle colonnine con App a parte (di cui parliamo in questa intervista con il capo di Be Charge) facciamo il conto di quanto costa oggi in Italia ricaricare totalmente una nuova Fiat 500 BEV, che sia con batteria scarica.

Berlina, Cabriolet o 3+1, quella che molti chiameranno 500e vanta autonomia WLTP teoricamente compresa tra 180 e 460 chilometri, nella versione top. Usando dei prezzi a cifra tonda, per il costo di energia da mettere nella batteria di una Fiat 500 elettrica, si può calcolare un rifornimento a meno di 5 euro. Se fatto “in casa” infatti il pieno alla 500 elettrica si paga grossolanamente 20 centesimi di euro per kWh e la versione small di batteria è 23,8 kWh.

Questo del pieno a 5 euro è però il caso più economico. Le nuove 500 elettriche più prestanti, con batteria da 42 kWh, fanno invece una ricarica completa con costo vicino agli 8,50 euro. Sotto i deici euro quindi, ma i tempi sono quelli più lenti, pensando di fare delle cariche più rapide alla nuova Fiat 500 i prezzi da colonnina salgono.

In caso di corrente alternata, che la piccola Fiat elettrica sfrutta fino a 11 kW, il costo è stimabile mediamente in 0,40 euro. Si raddoppia andando in strada: la nuova 500e con batteria da 23,8 kWh spende circa 9,50 euro per ricarica completa, mentre quella con batteria 42 kWh spende quasi 17 euro.

Questi costi sempre contando un teorico “pieno” che porti a saturare la batteria “a zero” della citycar destinata a vincere tutto nelle classifiche di vendita auto elettriche 2021.

Parlando di vere e proprie ricariche veloci, quelle utili per fare davvero “il pieno” in fretta mentre si è in giro, il prezzo sale ancora. Non tantissimo ma sale. Dipende dai gestori e dal tipo di abbonamento o profilo utente, ma il costo della ricarica superfast fino a 85 kW DC, si avvicina e facilmente supera i 50 centesimi di euro per kWh.

In questi casi la 500 elettrica è davvero ricaricata in breve, poche decine di minuti (i famosi “50 Km in 5 minuti”) se si trova la massima potenza, ma i prezzi salgono: a circa 12 / 20 euro oppure 20 / 35 euro per la 500e con batteria rispettivamente piccola o grande.

Fonte: Automoto.it 

Tesla, quinto trimestre di fila in utile

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Il COVID-19 non ferma Tesla, che chiude il quinto semestre consecutivo in utile. Nei mesi tra luglio e settembre, nonostante le conseguenze del protrarsi della pandemia nel mondo, la casa di Palo Alto ha superato le attese degli analisti grazie a quello che il co-fondatore, Elon Musk, ha definito il miglior trimestre della storia di Tesla. Nel terzo trimestre 2020, Tesla ha fatto registrare una crescita dei ricavi del 39,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, toccando quota 8,77 miliardi di dollari, 460 milioni in più rispetto alle attese degli analisti.

Sale anche il margine lordo delle attività automobilistiche: + 27,7%, maggiore sia delle aspettative degli analisti che del precedente record, il + 25,4% del secondo trimestre. L’utile operativo tocca quota 809 milioni di dollari, con un margine sui ricavi del 9,2%, nonostante l’incremento dei costi operativi del 33% a 1,25 miliardi. L’utile netto sale addirittura del 156%, fino a 874 milioni, mentre l’utile per azione balza da 37 a 76 centesimi di dollaro. Risultati, questi, che inducono all’ottimismo circa la possibilità che Tesla riesca a finire il 2020 in utile dopo anni di perdite.

A trainare i risultati finanziari di Tesla è la Model 3, la compatta accolta molto bene anche in Cina, dove la produzione è ormai a regime, tanto da consentire l’esportazione degli esemplari prodotti in loco in Europa. Il successo della Model 3 ha consentito di generare flussi di cassa per 1,4 miliardi di dollari, compresi 397 milioni ricavati dalla vendita di certificati verdi. Visto anche l’aumento del 51% della produzione, Tesla ha confermato gli obiettivi commerciali per il 2020, con il target di mezzo milione di consegne entro fine anno. La crescita rispetto al 2019 dovrebbe oscillare tra il 30% e il 40%, con un dato variabile tra le 477.750 e le 514.500 unità. Per il futuro, invece, Tesla si concentrerà sull’espansione produttiva tra USA e Germania, con la Gigafactory di Berlino e l’impianto di Austin, in Texas, dove verrà prodotto il Cybertruck.

Fonte: Automoto.it 

Ania: allarme auto senza RC, sono milioni

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Il fenomeno è noto e denunciato da tempo, forse aggravato dalla crisi economica da pandemia: in occasione dell’assemblea annuale di Ania, l’associazione di categoria delle compagnie assicuratrici, il tema è stato rilanciato con forza.

Nel suo intervento, la presidente Maria Bianca Farina, oltre ad indicare che secondo i calcoli dell’associazione sarebbero almeno 2,6 i milioni di veicoli non in regola, ha sottolineato come il fenomeno delle vetture circolanti senza copertura assicurativa «esponga i cittadini corretti a grandi rischi, visto che i costi dei sinistri alla fine sono pagati dalla collettività».

Per contrastare il fenomeno, Ania chiede un maggior impiego della tecnologia, ricorrendo per esempio alle telecamere che monitorano gli accessi alle ZTL per controllare che le auto in transito siano in regola con la Legge.

Qualcosa però potrebbe fare la stessa Ania, visto che il comparto assicurativo è tra i pochissimi ad aver guadagnato durante il lockdown: nel periodo di fermo circolatorio, hanno continuato ad incassare i premi, senza quasi esborsi risarcitori visto che senza traffico gli incidenti stradali – soprattuto quelli in ambito urbano, che assorbono gran parte della spesa da parte delle Compagnie – si sono quasi azzerati.

Eppure non risulta che, salvo rare eccezioni meritorie, da parte delle imprese assicurative si sia provveduto ad una riduzione delle tariffe di RC allineata percentualmente alla diminuizione del rischio d’impresa.

Perché senz’altro il comportamento irregolare di chi non assicura la propria vettura è determinato anche dall’alto costo di una polizza RC…

Fonte: Automoto.it 

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