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Niente spina e attesa ricarica: Nissan ha un termico benzina che rende il 50%

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Niente spina e attesa ricarica: Nissan ha un termico benzina che rende il 50%

Per fortuna certi giapponesi, ultimi quelli di Nissan, ogni tanto si uniscono ad altri motoristi per ricordare dove siamo arrivati, a livello rendimento fisico, sui motori termici. Tanto che se lo si diceva qualche anno addietro nemmeno in F1 ci avrebbero creduto. Eppure proprio dove la F1 arrivò giusto nel 2017 (con Mercedes) oggi arriva la Nissan: motore endotermico con 50% di efficienza. Ovvero quel rendimento che in Fisica ci misura, ci dice quanta dell’energia nel carburante combusto si trasforma in movimenti.

Occhio però, questo motore Nissan di possibile produzione, non per sole gare, non muove direttamente le ruote. Il sistema denominato e-Power lo usa per ricaricare le batterie utili ai motori elettrici delle auto necessarie alle città del futuro. Questi ultimi fanno poi girare le ruote senza necessità della “benedetta” spina. Nessuna ricarica esterna, ma solo benzina (poca) nel serbatoio: il termico con elevati gradi di magrezza e compressione, è il generatore.

L’acronimo del nome è tutto un programma, come articolati saranno i sistemi alla base del risultato: STARC, Strong, Tumble and Appropriately stretched Robust ignition Channel.

Il rendimento dato, con regime rotazione fisso e alcuni parametri (lontani dalle variabili dei termici Euro5/6 classici sotto i cofani oggi) è del 46% più 4% ottenuto dai recuperi di calore.

Vedremo se qualcuno, magari sempre dal Giappone (Mazda?) proporrà di simile o anche meglio, senza attendere i lunghi decenni che hanno visto passare il vecchio rendimento medio del 30% al 40%.

Fonte:Automoto.it

Il noleggio a lungo termine piace sempre di più ai privati!

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HONG KONG - AUGUST 24: A smart phone with the icons for the car rental apps from Hertz, Budget Rent a Car, Europcar, Avis Rent a Car, Enterprise Rent-A-Car, Dollar Rent A Car, Alamo Rent a Car, and Thrifty Car Rental are seen on the screen in Hong Kong, Hong Kong, on August 24, 2018. (Photo by Yu Chun Christopher Wong/S3studio/Getty Images)

Il settore dell’automotive è tra quelli più colpiti dalla pandemia, la quale ha inciso profondamente sulla mobilità dei cittadini. Dallo smartworking al divieto di spostamento, sono molti i fattori che hanno incoraggiato una diminuzione nell’acquisto e nel noleggio di veicoli. Ciononostante, i cambiamenti non hanno frenato un trend in ascesa ormai da qualche anno: quello dei noleggi a lungo termine.

Sono sempre di più gli automobilisti che scelgono forme di mobilità pay-per-use rinunciando all’acquisto dell’auto. Secondo le stime di ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, sarebbero oltre 65.000 i privati, ovvero senza partita Iva, che si affidano a forme di noleggio a lungo termine.

La crisi economica senza precedenti, le limitazioni alla mobilità, la diffidenza verso l’uso dei mezzi pubblici e, non ultimo, l’ampio ricorso allo smart working“, commenta il Presidente ANIASA Massimiliano Archiapatti, “stanno decisamente contribuendo a ridefinire le esigenze di mobilità di privati e aziende“.

Fonte: Allaguida

Apple Car, Nissan nega ogni trattativa con Apple

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Nissan ha rilasciato una dichiarazione in cui nega di essere in trattativa con Apple per la produzione di un veicolo a guida autonoma, smentendo le voci che si sono susseguite negli ultimi giorni.

Il Financial Times ha contattato Nissan per una dichiarazione su potenziali partnership nate negli ultimi mesi e questa è stata la risposta della casa nipponica: “Non siamo in trattative con Apple. Tuttavia, Nissan è sempre disponibile a esplorare collaborazioni e partnership per accelerare la trasformazione del settore“.

Abbiamo un’alta soddisfazione dei nostri clienti. Non cambieremo in alcun modo il modo in cui produciamo le auto“, ha detto al Financial Times il COO di Nissan Ashwani Gupta. “Il modo in cui progettiamo, il modo in cui sviluppiamo e il modo in cui produciamo sarà come casa automobilistica Nissan“.

Questa dichiarazione non smentisce eventuali colloqui avviati nei mesi scorsi e poi andati male, ma al momento sembra che Nissan non sia in corsa per la produzione della Apple Car. Le cose potrebbero cambiare dall’oggi al domani, senza dimenticare che difficilmente un qualsiasi produttore di auto ammetterà mai l’eventuale partnership con Apple, soprattutto dopo quanto successo con Hyundai.

Fonte: iPhone Italia

Ferrari: premio di produttività di 7.500 euro lordi ai dipendenti per il 2020

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Ferrari: premio di produttività di 7.500 euro lordi ai dipendenti per il 2020
Ferrari: premio di produttività di 7.500 euro lordi ai dipendenti per il 2020

Ferrari, dopo aver chiuso il difficile 2020 con un utile di 609 milioni di euro, in calo del 13% rispetto all’anno precedente, ha deciso di premiare i dipendenti degli stabilimenti italiani. Nel mese di aprile la casa di Maranello assegnerà alla propria forza lavoro un premio di competitività di 2.100 euro lordi portando il valore base complessivo per ciascun lavoratore a 7.526,14 euro. Una cifra, hanno spiegato da Maranello ai sindacati firmatari, che può essere riparametrata in base al numero di assenze, tra cui non sono conteggiate quelle per COVID.

La forza lavoro della Ferrari nel 2020 è aumentata del 6,3%, toccando quota 4.500, la maggior parte dei quali in Italia. E il trend di incremento è proseguito anche nel 2021, con 50 nuovi addetti assunti nello stabilimento di Maranello, in vista del passaggio su due turni del reparto Carrozzeria otto cilindri previsto tra aprile e maggio. Il premio si aggiunge alla decisione da parte della Ferrari lo scorso anno di considerare come giorni lavorativi anche quelli del periodo di sospensione dell’attività produttiva dal 16 marzo al 4 maggio. I dipendenti la cui mansione era incompatibile con il lavoro a distanza hanno ricevuto regolare stipendio, con permessi retribuiti a carico dell’azienda.

La Ferrari nel 2020 ha continuato a investire sul welfare aziendale, introducendo il programma Back on Track, per rendere più sicuro il luogo di lavoro durante la pandemia di COVID-19. La casa di Maranello è stata tra le prime a offrire ai lavoratori e alle loro famiglie test sierologici su base volontaria e la prima, in Emilia-Romagna, a introdurre i tamponi rapidi. La Ferrari ha inoltre erogato 63.000 ore di formazione ai dipendenti, in gran parte da remoto, ha offerto il Centro Estivo per oltre 330 figli di dipendenti e ha assegnato 57 borse di studio per gli studenti più meritevoli.

Fonte: Automoto.it

Tesla: maxi richiamo negli USA

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E’ iniziata una maxi campagna di richiamo volontario da parte di Tesla di decine di migliaia di vetture Model S e Model X dopo la segnalazione da parte della NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) su potenziali rischi legati perdita di diverse funzioni di sicurezza durante la guida.

Tutte le vetture interessate al richiamo sono state realizzate nello stabilimento Tesla di Fremont, in California, e come detto comprendono Model S prodotte tra il 2012 e il 2018 e il SUV Model X, dal 2016 al 2018.

Il problema riguarda l’obsolescenza delle unità di controllo, che nelle vetture sottoposte al richiamo non erano state aggiornate: in realtà, rispetto alle 158.716 unità di cui l’NHTSA ha chiesto la verifica, Tesla dovrà intervenire su “sole“ 134.951, perché nel frattempo i proprietari hanno già provveduto personalmente alla soluzione della criticità.

L’usura del controller eMMC può causare la perdita della visione sul display della telecamera posteriore, delle impostazioni di controllo dello sbrinamento ed antiappannamento e dell’illuminazione degli indicatori di direzione esterni, riducendo la visibilità e aumentando il rischio di incidente.

Questo il messaggio inviato dall’azienda ai proprietari dei veicoli interessati al richiamo: “Tesla ha deciso di richiamare volontariamente alcuni veicoli Model S e Model X costruiti prima di marzo 2018 dotati di una MultiMediaCard (eMMC) incorporata da 8 GB nell’unità di controllo multimediale perché l’eMMC potrebbe non funzionare correttamente a causa dell’usura accumulata. In caso di malfunzionamento, potrebbe verificarsi sul display centrale una condizione di vuoto persistente che non si risolve neanche dopo il riavvio del touchscreen, con perdita di alcune funzionalità e un avviso di contattare l’assistenza tecnica”.

I proprietari di Tesla avevano lamentato che il display sulle loro vetture sarebbe rimasto vuoto e che i problemi al touchscreen hanno interferito con la possibilità di utilizzare sistemi di riscaldamento, aria condizionata, sbrinamento e disappannamento o di utilizzare le loro telecamere retrovisive e le funzioni di pilota automatico Tesla in parcheggio, al punto che alcuni hanno scelto di non utilizzare l’auto per evitare problemi.

A differenza di molti aggiornamenti di Tesla, questa correzione dell’hardware non può essere eseguita in remoto: ai clienti che hanno pagato di tasca propria l’intervento di aggiornamento, Tesla ha assicurato il rimborso.

Fonte: Automoto.it

Mobilize, il noleggio secondo Renault

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Mobilize, il noleggio secondo Renault
Mobilize, il noleggio secondo Renault

Non solo Renault, Dacia-Lada ed Alpine: nel portafoglio del Gruppo francese c’è spazio anche per Mobilize, nuova business unit che all’interno dell’articolato piano presentato da Luca De Meo è destinata a soddisfare le sempre maggiori richieste dell’utenza in fatto di mobilità urbana, condivisa e sostenibile.

Con un richiamo (non sappiamo quanto involontario…) al progetto Mobiliz proposto una decina d’anni fa da Carlos Ghosn, Mobilize si rivolge a privati ed aziende, puntando a soluzioni di mobilità alternativa a forte vocazione elettrica, partendo dal prototipo EZ-1, che sull’esperienza del Twizy punta ad offrire soluzioni di trasporto per due persone in ambito urbano, sfruttando la pratica del noleggio e della condivisione dei veicoli.

L’offerta Mobilize sarà comunque articolata e comprenderà ovviamente anche altri modelli elettrici della Casa francese, a partire dalla best seller Zoe e senza dimenticare la “reicarnazione“ della Renault 5, in modalità full electric.

«Siamo entusiasti di andare incontro ai nuovi trend nel mondo automotive – afferma Clotilde Delbos, ceo di Mobilize – che portano dalla proprietà all’uso dei veicoli, quando e dove se ne ha bisogno. Oltre all’auto, Mobilize offrirà al pubblico europeo una vasta gamma di servizi innovativi nel campo della mobilità, dell’energia e dei dati. II nostro obiettivo è massimizzare l’uso dell’auto grazie a viaggi più sostenibili e accessibili per le persone e per le merci, riducendo l’impatto ambientale».

Per le sue attività, Mobilize utilizzerà le sinergie interne al Gruppo, attingendo ad importanti risorse, come la software house République per la telematica di bordo, Re-factory per la manutenzione e il riciclaggio di vetture e batterie usate, Elexent per il sistema di ricarica e pagamento dei servizi, oltre ad innovative modalità finanziarie, come soluzioni pay-as-you-go, di RCI Bank and Services, specifiche per lo sviluppo della mobilità urbana del prossimo futuro.

Fonte:Automoto.it

Volkswagen Golf “base” dice addio al mercato americano

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La Volkswagen Golf conclude la sua produzione in Nord America. Le voci si rincorrevano da più di un anno, senza che dalla casa automobilistica arrivassero conferme o smentite. Ma ora è ufficiale: le linee di assemblaggio nello stabilimento di Puebla, in Messico, si sono fermate. Gli ultimi esemplari della Golf 7 Model Year 2021 sono gli ultimi prodotti e venduti in quest’area.

Cosa rimane? Di certo rimarranno in vendita sia la GTI che la R di ottava generazione, con il Model Year 2022. Dal 1974 a a oggi, Volkswagen in Nord America ha venduto 2,5 milioni di esemplari. Ma ora, nonostante una storia gloriosa, non sarà più possibile trovare sul mercato americano la Golf di “base”, cioè la turbobenzina da 1,4 litri che eroga 147 CV e 249 Nm di coppia abbinato a un cambio manuale a 6 marce o a un automatico a 8. Si troveranno soltanto le GTI e le R, più potenti mai i cui dettagli sono da conoscere.

Fonte: Automoto.it

Design Renault e Dacia, Tra icone e nuovi EV per piacere a tutti

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Della rinascita di R5 abbiamo già scritto (qui). I dettagli conosciuti oggi sono proprio quelli estetici, con le proporzioni della vecchia R5 mantenute, ma il resto è tutto nativo elettrico. Si parte notando mancanza di prese aria, poi i gruppi ottici: molto personali nei fari sia anteriori sia posteriori. Non sfugge all’occhio quel mini display in parte alta del cofano. Serve per segnalazioni di stato e sicurezza, essendo la R5 un EV. Tanto heritage, ci ricordano i designer Renault, ma non vintage. Perché la R5 promette di dare nuove sensazioni che coinvolgano utenti giovani, mai venuti a contatto con una vecchia R5.

Non tutte le Renault EV però prenderanno questi elementi, che scopriremo toccando dal vivo la R5 BEV. Clio e Zoe esistono ed esisteranno ancora pur se arriva la R5 prossimamente. Un’armata nel segmento delle piccole (includendo anche Twingo, finchè dura) permessa da economia di scala, con progetti diversi per target diversi.

L’icona è volutamente molto umana ed empatica. Qualora avesse il successo che De Meo si augura, magari potrebbe estendere le proprie versioni, in formati diversi, o aprire la strada per alte rinascite di icone Renault in formato elettrico. Per come è “carrozzata” e aerodinamica nella sua versione concept, questa nuova R5 ricorda più certi allestimenti uso gara dell’antenata. Chissà che un domani non possa fare concorrenza ad FCA sia rispetto a 500e, in strada, sia alle nuove Abarth elettrica basate sulla stessa. Prima ci dovremo abituare a riconoscere la voce della R5 elettrica. Esattamente quei suoni imposti dalla sicurezza stradale che l’auto elettrica deve emettere e, nel caso di R5, saranno ovviamente personali è diversi da ogni altra auto elettrica del gruppo Renault.

A livello interni, i designer Renault non possono ancora anticipare nulla, se non il fatto che logicamente non si tratterà di allestimenti sfarzosi o ricercati, come potrà essere sulla rivale 500e. Qui ci si richiama all’impronta minimalista, semplice e simpatica delle vecchie R5. Dovrà essere un’auto popolare, questa R5, quindi sul mercato con costi per tutti e dotazioni essenziali. Per i materiali infatti, non ci saranno elementi pregiati ma funzionali.

La Bigster è la visione Dacia per entrare nel segmento C. Compito non facile, avere successo dove ci sono mostri sacri ed è pieno di Crossover. Per di più con una nuova auto elettrica. Se la piccola Spring avrà il successo (relativo) che molti, noi compresi, gli accreditano, anche la Bigster potrà partire con il piede giusto. L’impronta in questo caso è orientata al fuoristrada. Una vettura palesemente non-Dacia, per come è oggi l’immagine del marchio. Spalla alta e impatto 100% da EV, un po’ futurista e quasi sconosciuto con quel frontale che mostra la nuova identità stilistica Dacia, nel formato dei caratteri e del logo centrale.

Fonte: Automoto.it 

Il Bar della Dakar 2021. Brindiamo a Te, Leggendario Hubert!

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Neom, Arabia Saudita, 10 Gennaio. Ieri siamo stati chiusi, era la nostra… giornata di riposo. Vi chiederete come mai chiudiamo proprio nella giornata di riposo della Dakar, e io vi rispondo che quello è il giorno più caotico della Corsa, nessuno che viene e si ferma, sono tutti di corsa, tutti hanno da fare qualcosa di urgente per l’indomani sperando di avere cinque minuti liberi. Qui da noi è buona norma venire a sedersi quando si è finito di lavorare, rilassarsi, bere un bicchierino e far evaporare un po’ di stress con gli amici. Solo amici. Per questo siamo aperti tutta la notte. La Tappa Marathon, invece non c’è nessuno. Per esempio, oggi tutti i Concorrenti sono a Sakaka, lontano da tutti, isolati e chiusi nel recinto della Marathon, e quindi tutti gli altri sono venuti qui a Neom, hanno sistemato le loro cose e fino a domani non vedranno i loro assistiti. Il Bar della Dakar è il rito del debriefing di Meccanici e Manager. La serata inizia prima e può finire molto dopo. Ci si lascia andare volentieri.

Il Bar della Dakar è anche il centro di raccolta e scambio delle informazioni. Le notizie che arrivano al bivacco sono sempre personali. Non c’è un Giornale della Dakar, a questo pensiamo da tempo, lo faremo. Una volta c’è stata una Radio Dakar. Tanti anni fa. Tutti avevano una radiolina FM sintonizzata su una emittente del bivacco, ma era poca cosa, trasmetteva solo i risultati, che qui si sanno subito.

Stasera comunque siamo tristi. Religiosamente tristi perché uno di noi, il più grande, se n’è andatoHubert Auriol ci ha lasciati soli. Ci piace pensare che abbia ritenuto che siamo ormai grandi e possiamo andare avanti da soli. Ma non basta. Ci manca, improvvisamente e subito. Ci manca perché per troppo tempo è stato con noi, davvero in mezzo a tutti noi.

I Meccanici hanno esperienza di Dakar e di Vita. Stanno con i piedi per terra e le mani dentro i motori. In un certo senso ne sono l’anima. Sanno essere giusti perché fanno un lavoro delicato, non possono sbagliare.

Uno di loro è qui da un po’. Taciturno. Un altro alza la bottiglia e dice: “Brindiamo a Hubert! Siamo tristi, ma siamo felici perché l’abbiam conosciuto!”

Parla il primo, il taciturno. “È vero, con lui siamo stati felici. Ci sentivamo al sicuro. È stato la nostra guida, la guida della Dakar per quasi dieci anni. Io della Dakar riconosco due Condottieri, Thierry Sabine e lui. Non è un caso che la Dakar in caduta libera sia ripartita grazie a lui”.

Un altro. “Per me la più bella esperienza è stata al Gran Rally China, un’altra delle sue idee vulcaniche. Eravamo in pochi e ci si vedeva tutti i giorni, passava sempre a chiedere dei nostri piloti, o semplicemente di noi. Mi colpì che non veniva per fare pubbliche relazioni o in visita di cortesia. Ascoltava, discuteva, tornava la sera dopo e continuava il discorso. Non è più successo con i suoi “successori”.

Riprende il primo Meccanico: “Ricordo quella volta che Nani Roma si perse. Eravamo tutti in pensiero, non avevamo notizie. L’elicottero atterrò vicino a noi, Hubert scese e venne a rassicurarci. Era stanco, era stato tutto il giorno in giro a radunare il suo gregge. La moca soffiava. Hubert si mise a sedere tra noi in mezzo al Deserto. Prese la tazza di caffè, lo bevve piano, pensieroso. Poi recuperò un po’ di grinta, lo capimmo quando tornò a sfoderare il suo leggendario sorriso. Un po’ di pacche sulle spalle. “Les Italiens ils sont formidables!” Mi viene da piangere!

Fonte: Automoto.it

Mercato auto 2020 in rosso, bene solo per l’elettrico

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BERKELEY, CALIFORNIA - JUNE 06: The Fiat logo is displayed at a Fiat dealership on June 06, 2019 in Berkeley, California. Fiat Chrysler announced that it has withdrawn a proposal to merge with French automaker Renault. (Photo by Justin Sullivan/Getty Images)

Il 2020 è stato segnato da Covid-19, ma anche dalla crisi economica. Per il mercato dell’auto, i 12 mesi appena passati hanno segnato un annus horribilis con un crollo delle vendite che ha toccato i livelli più bassi dagli anni Settanta del secolo scorso.

IL LOCK DOWN CHE HA FERMATO LE VENDITE

Le limitazioni agli spostamenti che hanno fatto seguito ai blocchi totali alla circolazione durante il periodo di lock down hanno causato un ristagno del mercato auto, che ha tentato di recuperare il terreno perso attraverso campagne di incentivi che però non sono bastati a risanare in chiusura del 2020 le perdite subite.

L’IBRIDO CHE HA SALVATO IL MERCATO AUTO

L’industria dell’auto ha però potuto trovare un piccolo aiuto nella transizione della mobilità a motori green e ibridi. Alcuni produttori sono comunque riusciti ad avere delle conferme, tra queste Fiat che nel 2020 è riuscita a coprire il 15,29% del mercato. Un successo ottenuto soprattutto grazie alle vendite di Panda, che in 12 mesi ha raggiunto le 110mila unità, anche grazie all’introduzione in gamma di una versione ibrida.

Fonte: Allaguida

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