Formula 1: il dato statistico che dimostra la crescita della Ferrari

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Dopo i primi due GP della stagione 2022 di Formula 1, la Ferrari è sia al comando del mondiale costruttori che di quello piloti, con Charles Leclerc in testa davanti a Carlos Sainz. Ma il dato statistico interessante è un altro. Nei GP in Bahrain e in Arabia Saudita, la scuderia di Maranello ha totalizzato 78 punti su 88 disponibili, cogliendo un bottino maggiore rispetto a Mercedes e Red Bull insieme. Ma è il confronto con il 2020 a impressionare. Due anni fa, la Ferrari chiuse il campionato con 131 punti, meno del doppio rispetto a quanto ottenuto in sole due gare nel 2022. Nel 2021, invece, la Rossa nei primi due GP colse 34 punti, meno della metà del totale attuale.

Sarebbe stato difficile immaginare un bottino così ricco mentre la Ferrari navigava in acque turbolente, riuscendo a ottenere un misero sesto posto nel mondiale costruttori a fine 2020. E invece a Maranello sono riusciti a rendere realtà l’improbabile, grazie a un lavoro di fino sul progetto 2022, a cominciare da una rivisitazione quasi completa del motore, con un’attenzione particolare al nuovo carburante E10, introdotto con il nuovo regolamento tecnico. Ma i tecnici della Ferrari hanno dedicato anche parecchio tempo ad esplorare tutte le opzioni possibili a livello di filosofia aerodinamica, ipotizzando e scartando l’idea portata in pista dalla Mercedes.

E se il deficit in classifica della Red Bull, frutto del doppio zero del team a Sakhir, è destinato a ridursi, il confronto con la Ferrari di due anni fa dimostra la bontà di un progetto che sembra essere curiosamente complementare a quello nato a Milton Keynes. Veloce sul dritto e nelle curve veloci la RB18, efficace nelle parti guidate con curve lente la F1-75. Bruciante nelle velocità di punta la power unit fu Honda, tagliente in accelerazione quella Ferrari. E le differenze prestazionali, in questo contesto di equilibrio, diventano minime, sia in qualifica che in gara.

Così, anche le scelte a livello di assetto possono risultare determinanti. La Ferrari a Jeddah ha optato per un maggior carico aerodinamico, convinta che la Red Bull avrebbe faticato nella gestione delle gomme. Così è stato con le medie, ma non con le hard. E la configurazione scarica della RB18 è stata molto utile a Verstappen nel duello sul finale che gli è valso la vittoria. Ma che la Ferrari possa recriminare sui dettagli dimostra la forza del suo pacchetto. Mattia Binotto è ancora cauto, e continua a rimandare le riflessioni sulla competitività della Rossa fino al quarto o quinto GP dell’anno. Ci sono dei dati, però, che parlano da soli.

Fonte: Automoto.it – News