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Auto diesel e benzina, 9 stati europei chiedono una data per il divieto di commercializzazione

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Nove stati del nostro continente hanno chiesto all’Europa di fissare una data in linea con l’obiettivo di raggiungere quota emissioni zero nel 2050 per vietare la commercializzazione di automobili nuove a diesel o benzina. La dichiarazione congiunta arriva da Austria, Belgio, Danimarca, Grecia, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi poche settimane prima della presentazione, da parte della Commissione Europea, di una proposta sui nuovi standard di emissione di CO2.

I paesi produttori di auto non hanno sottoscritto le richieste, tra cui figurano la possibilità di agire a livello nazionale e il rafforzamento delle infrastrutture di ricarica. «Francia e Spagna stanno discutendo target al 2040 – ha detto la responsabile della Rappresentanza permanente della Danimarca Elizabeth Hojmark Cukijati, in un dibattito organizzato dalla European Climate Foundation e riportato dall’Ansa – anche la Germania ha una nuova politica climatica e credo che la situazione politica sia molto diversa da quella di pochi mesi fa e questo mi fa essere ottimista».

Fonte: Automoto.it

Nuova BMW Serie 4 Gran Coupé 2022, crescono doppio rene e spazio a bordo

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BMW completa la gamma Serie 4 con l’introduzione della nuova Grand Coupé, una quattro porte sportiva, tecnologica e più adatta ai lunghi viaggi rispetto alle sorelle. Il linguaggio stilistico, ad ogni modo, resta invariato, con il doppio rene a dominare il frontale che tanto ha fatto discutere gli appassionati. Tecnicamente però, la vettura rimane un esercizio di pregio: i tecnici dell’Elica infatti hanno lavorato sull’aerodinamica arrivando ad un Cx di 0,26, valore da sportiva vera, senza rinunciare ai cinque posti, più comodi grazie ad un aumento di passo di 46 millimetri rispetto a prima, ora pari a 2.856 mm. Per il resto la nuova BMW Serie 4 Grand Coupé ha una lunghezza di 4.783mm, una larghezza di 1.852 mm ed un’altezza di 1.442 millimetri. In linea con il segmento il bagagliaio, con una capacità di 470 litri che può essere portata a 1.280 abbattendo i sedili posteriori con frazionamento 40/20/40.

Agli interni ritroviamo quanto di già visto sulle nuove Serie 4 (e sulle BMW X3 ed X4 appena presentate), a cominciare dal BMW Live Cockpit Plus di serie con il nuovo sistema operativo iDrive 7.0 aggiornabile anche da remoto e integrato in un display infotainment da 8,8 pollici. La strumentazione invece si avvale di uno schermo da 5,1” integrato con indicatori analogici, ma in opzione (Live Cockpit Professional) il quadro strumenti può essere interamente digitale (da 12,3 pollici) ed abbinato ad un infotainment da 10,25 pollici. La BMW Serie 4 Grand Coupé trasmette, già dagli equipaggiamenti meno ricchi, una grande sensazione di sportività e cura per gli interni, a cominciare dai sedili sportivi e continuando con gli inserti a contrasto. Disponibili, ovviamente, pacchetti M Sport con finiture ancora più improntate al dipartimento più corsaiolo del marchio tedesco

Come di consueto, anche la BMW Serie 4 Grand Coupé garantisce un ampio pacchetto ADAS, tra cui Active Cruise Control con Stop & Go, frenata automatica d’emergenza con riconoscimento pedoni, avviso di superamento dei limiti di velocità, avviso di collisione frontale, avviso di cambio corsia, Blind Spot Monitor e avviso di traffico in retromarcia. Non manca infine (di serie) la BMW Digital Key per i sistemi iOS.

Fonte: Automoto.it 

Tesla Model S, Elon Musk cancella la versione Plaid+

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Elon Musk ha annunciato, a mezzo Twitter, che la Tesla Model S Plaid+ non verrà prodotta. Secondo l’eclettico imprenditore sudafricano infatti, l’autonomia della Plaid “standard”, di oltre 600 Km, è più che sufficiente.

Niente Tesla Model S Plaid+. Ad annunciarlo, come di consueto attraverso Twitter, è stato lo stesso Elon Musk. L’imprenditore sudafricano è stato breve e conciso e, nel suo ormai classico stile, si è limitato a spiegare che: “La Plaid+ è cancellata. Non ce n’era bisogno in quanto la Plaid è già ottima”.

L’attesa dei fan per quella che sarebbe stata la berlina elettrica dall’autonomia record, pari ad 837 Km, è stata vanificata. L’auto avrebbe dovuto montare le nuove batterie 4680, per un prezzo superiore di 30 mila dollari (per un totale di 149.99$, circa 123.000€) rispetto alla Plaid venduta invece a 119.990 dollari. Chiaramente non verranno fatte eccezioni per chi, da tempo, ha già pagato la caparra per assicurarsi una vettura: a questi clienti probabilmente verrà offerta la Plaid standard o, in alternativa, verrà restituito l’anticipo.

Tutto questo perché secondo Musk l’autonomia della Plaid è più che sufficiente. Il patron dell’azienda ha spiegato che, una volta raggiunta un’autonomia superiore alle 400 miglia (pari a 643 Km), la possibilità di percorrere altri chilometri non è ppi così importante. Questo in quanto qualunque guidatore avrebbe bisogno di fermarsi dopo aver coperto una distanza simile, che sia per bere un caffé, andare in bagno o semplicemente riposarsi prima di riprendere il viaggio.

Ad ogni modo sembra più probabile che la produzione della Model S Plaid+ sia stata cancellata per una questione di forniture. I ritardi nella produzione delle nuove celle 4680 infatti potrebbero aver obbligato Tesla a rivedere le priorita.

Fonte: Automoto.it

Tesla: listini in rialzo per colpa dei microchip

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Il solito tweet, che stavolta porta brutte notizie ai milioni di follower: “I prezzi sono in aumento per la pressione dei costi della catena di approvvigionamento in tutta l’industria. Soprattutto delle materie prime”: questo il laconico comunicato con cui Elon Musk annuncia l’ennesimo rincaro negli Stati Uniti per Model 3 e S, che ora costano 500 dollari in più.

Il problema è noto: la carenza di microchip sta colpendo duramente le industrie automobilistiche, costrette in fretta e furia a rivedere i piani di produzione quando non addirittura a pianificare chiusure programmate degli impianti, oltre che, ovviamente, a dover chiare il capo davanti alle quotazioni in rialzo dei sempre più pochi pezzi disponibili, che per effetto della prima e mai così importante legge legata a domanda ed offerta, sono schizzati alle stelle.

Negli USA, a fine maggio, i listini di Model 3, modello d’accesso al mondo Tesla e di Model Y sono infatti cresciuti per la quinta volta in pochi mesi: certo, tutti ritocchi poche centinaia di dollari alla volta, ma che ormai assommano ad un cifra importante.

Da febbraio, la Model 3 Standard Range Plus è passata da 37.000 a 40.000 dollari, mentre la Model Y Long Range da poco meno di 50.000 è arrivata a 52.000.

Il tutto, ed è questo che fa storcere il naso a non pochi utenti, a fronte anche di un ridimensionamento della dotazione di bordo: sulle versioni più nuove di Model 3 e Y, per esempio, è stato eliminato il supporto lombare nel sedile del passeggero.

Fonte: Automoto.it

Lamborghini: Quantum la vuole, ma Volkswagen non vende

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Le lusinghe di Quantum Group, che pare abbia messo sul tavolo un assegno da 7,5 miliardi di euro, al momento non sembrano aver trovato ascolto ai piani alti del Gruppo VW: eppure, visto che se ne parla, qualche attenzione dovrebbero averla smossa.

La Lamborghini è il sogno proibito, ed a questo punto neppure tanto segreto, di Rea Stark, già demiurgo della Piëch Automotive: sarebbe la ciliegina sulla torta nel tentativo di creare quel polo del lusso in territorio elvetico che nel marchio del Toro vede il brand da utilizzare a livello globale, andando oltre la tradizionale produzione di auto.

L’entità dell’offerta di 7,5 miliardi di euro, a quanto pare non ha ricevuto riscontri da parte di Volkswagen: anzi, da Wolfsburg sembra sia arrivata la conferma che Lamborghini non sia in vendita; tante grazie, insomma, e finiamola qui.

Nella vita, però, mai dire mai, e quello che oggi è nero potrebbe diventare bianco domani: per questo, non è escluso che da Audi (che controlla direttamente Lamborghini) o dallo stesso Herbert Diess, il boss del Gruppo, arrivino dimostrazioni di interesse.

Una possibile evoluzione potrebbe riguardare non la cessione del marchio, ma una partnership strategica senza dispersione del patrimonio tecnologico di Lamborghini, che con l’elettrificazione dei prossimo modelli potrebbe cambiare in parte il suo DNA senza rinunciare, ma anzi rafforzandola, alla vocazione originaria di innovazione, esperienza di guida esaltante e massimo livello delle prestazioni unito al design fortemente connaturato.

Fonte: Automoto.it

Volkswagen ID.4 GTX, aperti gli ordini per la sportiva elettrica di Wolfsburg

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A luglio la nuova Volkswagen ID.4 GTX sarà nelle concessionarie. Una prima assoluta per la famiglia ID, quella dell’elettrico Made in Wolfsburg, che oltre alle zero emissioni ed al comfort di guida tipico del marchio mette sul tavolo anche le prestazioni. Perché GTX vuole confermare che un SUV può essere sportivo anche se elettrico.

Volkswagen in questo senso ha lavorato posizionando un motore per ogni asse della vettura, per un totale di 299 CV di potenza e la coppia massima – come di consueto – disponibile ad ogni regime di rotazione. Questo permette alla vettura di accelerare da 0 a 100 Km/h in soli 6,2 secondi, per poi raggiungere la velocità massima autolimitata di 180 Km/h oltre, ovviamente, ad offrire la trazione integrale. Per quanto riguarda l’autonomia, Volkswagen ha dichiarato 480 chilometri di percorrenza nel ciclo di omologazione WLTP grazie ad una batteria da 77 kWh.

La Volkswagen ID.4 GTX è quindi pronta anche a viaggiare, grazie agli stessi spazi interni della ID.4 standard. L’auto infatti può accogliere fino a 5 persone ed offre un bagagliaio da 543 litri, che diventano 1.575 con l’abbattimento dei sedili posteriori. A cambiare invece, sulla GTX, sono i dettagli e le finiture, a cominciare dai cerchi in lega da 20 pollici e continuando con inserti e badge dedicati.

La nuova ID.4 GTX viene proposta con un prezzo di listino di 54.650€, ma grazie agli ecoincentivi stanziati dal governo si riesce a scendere sotto ai 45.000€.

Fonte: Automoto.it

Formula 1, Clamoroso Charles Leclerc non prenderà parte al Gp di Monaco

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Clamoroso colpo di scena a pochi minuti dalla partenza del Gran Premio di MonacoCharles Leclerc non scatterà dalla pole position ma non prenderà parte alla gara di casa. Invece nel giro di formazione la sua SF21 ha evidenziato un problema al semiasse che ha costretto il monegasco al ritiro prima della partenza.

Infatti manca troppo poco tempo al via,  per permettere come sembrava qualche minuto fa ai meccanici Ferrari di far scattare dalla pit lane Leclerc che ancora una volta conferma la tradizione negativa con Montecarlo.

Fonte: Automoto.it

Lexus, vendute 2 milioni elettrificate dal 2005 ad oggi

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Lexus ha raggiunto un traguardo piuttosto importante. Dal 2005 ad oggi ha venduto 2 milioni di auto elettrificate. Il marchio di lusso si prepara a lanciare sul mercato il primo modello plug-in hybrid e ha iniziato la vendita un percorso importante verso la riduzione delle emissioni di CO2 quando l’ibrido era ancora qualcosa “per pochi”.

Così, sedici anni fa, Lexus ha lanciato RX400h e ha portato avanti una serie di operazioni di sensibilizzazione riguardanti i benefici delle auto elettriche anche nel mercato delle vetture di lusso.

La filosofia Lexus: “Momento giusto, prodotto giusto, posto giusto”

Lexus si basa su una filosofia “semplice”, ma decisamente efficace: “momento giusto, prodotto giusto, posto giusto”. Visti gli ottimi risultati con la vendita di auto elettrificate, il marchio appartenente al gruppo Toyota ha deciso di ampliare la gamma di prodotti elettrificati. Al momento, la scelta può ricadere su 9 modelli elettrificati, tra full hybrid e 100% elettrici. Questi, sono venduti in circa 90 Paesi e Regioni in tutto il mondo. In Italia, ad esempio, si sfiora il 100% di veicoli elettrificati Lexus nel 2020. Questo è stato possibile grazie all’implementazione dal 2013 delle vetture Premium Hybrid Electric.

La road map del marchio di lusso

Nel 2019 Lexus ha annunciato il “Lexus Electrified”, ovvero l’intenzione di evolvere le proprie tecnologie puntando ad offrire il massimo per maneggevolezza, performance e controllo dell’automobile. Inoltre, entro il 2025, il marchio di lusso punta a commercializzare, in tutto il mondo, 20 nuovi modelli o aggiornamenti di modelli precedenti a batteria, ibridi elettrici plug-in e ibridi elettrici. Sempre nel 2025, inoltre, l’obiettivo di Lexus è quello di offrire, sempre a livello globale, diverse opzioni di veicoli elettrificati su tutta la gamma.

Quindi, se l’obiettivo dovesse essere raggiunto, entro il 2025 più del 50% delle vendite Lexus sarebbe rappresentato dalle auto elettriche.

L’ultimo step riguarda il 2050. Entro questa data Lexus vorrebbe raggiungere la neutralità carbonica in tutto il ciclo di vita della vettura, dalla produzione allo smaltimento. Proprio per questo il marchio di lusso è pronto a introdurre il primo veicolo plug-in hybrid nella sua gamma e un nuovo modello full electric entro il 2022.

Fonte: Allaguida

Le ultime special di Toyota: C-HR e Corolla Black

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Toyota ha una grande produzione ed è nota per la qualità, in serie. Ma di serie ne fa anche alcune limitate, per le proprie auto. Ultime due sono le Black Edition in tiratura limitata per la Corolla GR Sport e la C-HR Hybrid.

La Toyota Corolla GR Sport Black Edition è ovviamente nera, anche nei cerchi da 18” e nella mascherina. Dentro anche la selleria in pelle è nera, con cuciture rosse. Sotto al cofano un motore 2.0 Hybrid da 184CV, per un listino prezzi Italia di 37.400 euro.

La Toyota C-HR Black Edition replica queste scelte per carrozzeria, modanature interni e il resto. Qui il Tech pack incluso comprende vari ADAS e impianto JBL. Il motore della nuova C-HR special è il 1.8 Hybrid, mentre il prezzo è 36.150 euro.

Fonte: Automoto.it

Niente Bitcoin per acquistare una Tesla

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Dopo aver lanciato la modalità di acquisto con la criptovaluta, Elon Musk ci ha ripensato.

Alla base della virata a 180 gradi, le valutazioni d’immagine legate all’impatto ambientale della criptovaluta, accusata di richiedere per la sua generazione troppo energia, peggio delle volgari banconote in carta stampata: per un’azienda “verde” come Tesla, non è il migliore degli abbinamenti.

In un tweet,Musk ha dato l’annuncio: “Tesla ha sospeso gli acquisti di veicoli attraverso l’uso di bitcoin, a causa dell’uso in rapida crescita di fonti fossili per il mining della valuta”: una comunicazione che ha avuto l’immediato effetto di deprimere il valore del Bitcoin, che ha accusato un pesante contraccolpo perdendo in un amen oltre il 10% del suo valore e coinvolgendo nella discesa anche le altre monete digitali, come Ripple, Dogecoin ed Ethereum.

In ogni caso, non si tratta di una chiusura definitiva: lo stesso Musk, che nei mesi passati aveva investito 1,5 miliardi di dollari proprio in Bitcoin, continua a considerare le criptovalute delle alternative concrete alle monete tradizionali: l’importante, ed il suo segnale è molto forte in tal senso, è che si dimostrino rispettose dell’ambiente, risolvendo il problema del consumo energetico e ad un’attività di mining (il processo di estrazione delle criptovalute) attraverso fonti di energia più sostenibili.

Fonte: Automoto.it 

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