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F1, ecco perché la Mercedes sta volutamente peggiorando i suoi problemi per cercare di risolverli

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La mancanza di affidabilità della Red Bull ha reso decisamente meno evidenti i problemi della Mercedes. Dopo tre gare, la scuderia di Brackley si trova al secondo posto in classifica costruttori, con George Russell secondo nel mondiale piloti. Vedendo la nervosissima W13 in pista a Melbourne, però, si capiva bene come l’instabilità della deportanza generata tormentasse i piloti in pista. Il porpoising, a differenza di quanto accadeva in Ferrari, occorreva anche in curva, ed è questo il discrimine che azzoppa la W13.

Osservando le monoposto di Russell e Hamilton si notavano spesso scintille, dovute al contatto del fondo con l’asfalto. Era evidente che la Mercedes avesse scelto di non alzare da terra la monoposto, la soluzione più semplice per risolvere il porpoising, ma anche la più costosa in termini di perdita di performance. E il motivo è molto semplice: la Mercedes sta volontariamente adottando soluzioni che tendono a esacerbare l’effetto pompaggio, per capire meglio come risolverlo. 

L‘ unico modo per trovare una soluzione al porpoising è raccogliere dati. E non è possibile farlo in galleria del vento, visto che l’effetto pompaggio si verifica solo a velocità non replicabili in quel contesto. Ecco da dove nasce la necessità di accumulare informazioni all’atto pratico in pista. La Mercedes non ha ancora capito perché il porpoising sulla W13 è meno accentuato in gara, e deve comprendere l’andamento del fenomeno al più presto, in modo da tale da intervenire con soluzioni che possano risolverlo, a differenza delle pezze messe di recente.

Per raccogliere dati utili, la Mercedes è arrivata persino ad appesantire volontariamente la monoposto. Come aveva riportato per primo Auto, Motor und Sport nel weekend in Australia, sulla W13 di Lewis Hamilton è stato installato un sensore ottico per misurare l’altezza da terra durante qualifiche e gara. Un dispositivo del genere pesa circa un chilo e mezzo, e per non aggravare la monoposto durante la corsa viene tendenzialmente usato nelle libere. Ma la Mercedes necessita di misure drastiche per venire a capo del problema.

Con il budget cap, portare in pista aggiornamenti sbagliati è un errore che un team come la Mercedes non può permettersi. Questo è il motivo per cui l’ala posteriore a basso carico non è ancora stata introdotta. Una scuderia di punta non ha problemi a produrne una. Ma sprecare denaro è un lusso che i top team non possono permettersi, nell’era del tetto degli esborsi. Prima di adottare gli attesi upgrade, la scuderia di Brackley deve capire appieno il funzionamento della propria vettura. Anche a costo di peggiorare il problema. 

Fonte: Automoto.it

Tesla Cybertruck arriva nel 2023 con altre novità non annunciate

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Tesla inizierà finalmente a vendere il suo primo pickup Cybertruck nel 2023, o almeno così ha annunciato Elon Musk alla festa di inaugurazione della fabbrica Giga Texas dell’azienda. Durante la sua presentazione sul palco, Musk ha mostrato il veicolo che andrà in produzione, che assomiglia ancora alle versioni precedentemente annunciate, tranne che le sue portiere, che adesso non hanno più maniglie.

A proposito delle maniglie: l’auto sarà in grado di sapere che il guidatore e lì, e saprà che dovrà aprire le portiere. Musk si è anche scusato per il ritardo nel rilascio di Cybertruck che è stato annunciato per la prima volta nel 2019. La data di uscita originale (e molto ottimistica) di Tesla era il 2021, ma successivamente il costruttore ha ritardato il lancio di Cybertruck al 2022 e ora sembra definitivamente al 2023.

La casa automobilistica produrrà il Cybertruck nella sua Texas Gigafactory, che prevede di diventare la fabbrica di automobili di “più alto volume” in America. Musk ha toccato anche le sue altre Gigactories pianificate in tutto il mondo, e altri argomenti, facendo capire come la produzione di veicoli vicino a dove verranno spediti sia molto più rispettosa dell’ambiente.

Quest’anno si tratta di aumentare la produzione fino a raggiungere una scala che “nessuna azienda ha mai raggiunto nella storia dell’umanità”, ha detto Musk durante la presentazione – mentre il prossimo anno l’impegno è di rilasciare una “massiccia ondata di nuovi prodotti”.

Fonte: macitynet.it

Batterie intercambiabili: in tre minuti ricarica al 100%

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Un’idea tanto bella che persino Tesla l’ha accarezzata per un po’, per poi abbandonarla definitivamente giusto un anno fa. E anche altri importanti carmaker come Volkswagen e General Motors hanno detto che “le batterie intecambiabili non fanno parte  dei progetti in corso”.

Del resto in tutta Europa e negli USA un progetto simile, lanciato inizialmente da Renault-Nissan, è stato abbandonato, ma in Cina due importanti marchi automobilistici (Nio e Geely) una startup (Aulton) e la più grande azienda petrolifera di stato (Sinopec) stanno realizzando 24.000 stazioni di servizio che hanno depositati in ricarica permanente una ventina di pacchi batteria facilmente intercambiabili e dove l’operazione dura al massimo tre minuti (o anche meno, guarda il video).

La tecnologia di cambio rapido delle batterie in Cina fa quindi progressi notevoli, sponsorizzata dal Ministero della Tecnologia e delle Informazioni e da partner del calibro di CATL, il più grande produttore del mondo di accumulatori per auto, che sta creando una forma e un attacco standard da proporre a tutti i costruttori sin dal 2017.

Fonte: Automoto.it – News

DeLorean Evolved, la prima immagine dell’auto

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La Delorean Evolved sta piano piano prendendo forma ricalcando le linee del modello che l’ha preceduta facendola entrare nel mito grazie anche al ruolo da protagonista nella trilogia di “Ritorno al Futuro”. La nuova auto, infatti, ricalcherà la sua antenata, come si evince anche dalla prima foto pubblicata su Twitter dalla DeLorean Motor Company, ma in chiave moderna: grigia e nera, DeLorean Evolved mostra la spalla sinistra, il fanale posteriore della concept car e un diffusore posteriore che ricorda proprio la vettura di qualche anno fa.

La nuova DeLorean Evolved, inoltre, ha scelto una cornice decisamente particolare per svelarsi al mondo, quella di Pebble Beach. Ma nonostante la vettura sarà esposta sul Concept Lawn di Pebble Beach il 21 agosto 2022, la tanto attesa rivelazione della DeLorean arriverà tre giorni prima, il 18 agosto, durante il prestigioso Awards Ramp al Concours d’Elegance. Un anticipo di tre giorni rispetto alla data originale, dunque, che rende bene l’idea dell’attesa generata dalla vettura, pronta a rinascere in chiave elettrica per scrivere nuove pagine della storia dell’auto.

Fonte: Allaguida

Quale destino per il PRA? Tolto all’ACI e dato al miglior offerente?

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Nuova puntata della infinita telenovela sul destino del PRA: il Pubblico Registro Automobilistico, dove sono appunti i nomi dei proprietari dei veicoli, è da molti ritenuto – e non senza qualche giusta ragione – un “quasi“ duplicato della Motorizzazione, che a sua volta gestisce l’elenco dei mezzi targati circolanti in Italia.

Due funzioni di fstto sovrapponibili, visto che oltretutto i certificati prodotti da entrambi, libretto di circolazione per la Motorizzazione e certificato di proprietà per il PRA, riportano gli stessi dati; una situazione, inoltre, che si traduce in tempi di efficienza telematica in inutili costi doppi a carico dell’utente.

Così, mentre ormai non è così lontano all’orizzonte il traguardo dei cento anni di gestione da parte dell’ACI del PRA (l’affidamento avvenne nel 1927), diventa da capogiro la cifra che automobilisti, motociclisti e altri utenti della strada hanno fatto confluire nelle casse del Club guidato da Angelo Sticchi Damiani.

Mica noccioline: si parla di almeno 260 milioni di euro incassati ogni anno, che generano un utile di cassa di circa 80; un tesoretto che fa gola a tanti, ma sul quale finora non si è riuscito a mettere le mani.

Non che siano mancati i tentativi, con qualche colpo di scena degno miglior teatro, di cambiare la situazione: con il Decreto Legislativo n. 98 del 29 maggio 2017, il MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) aveva stabilito che dal 1° luglio 2018 la carta di circolazione, emessa dalla Motorizzazione, avrebbe costituito il “documento unico”, con i dati del veicolo e quelli della proprietà, primo passo verso la progressiva eliminazione del PRA; poi, per difficoltà tecniche nella trasmissione dei dati dal PRA alla Motorizzazione, la scadenza fu prorogata al 1° gennaio 2020.

Il 26 novembre 2019, però, un nuovo emendamento ritardò l’avvio della procedura, spostandolo al 1° novembre 2020; nel frattempo, dal 1° gennaio 2020 è stato introdotto il DUC (Documento Unico di Circolazione e di Proprietà) in sostituzione della Carta di Circolazione e del Certificato di Proprietà del veicolo (CDP cartaceo o CDPD digitale), processo andato a regime il 31 marzo 2021.

Ma per il PRA, di fatto, ad oggi nulla o quasi è cambiato: conserva la sua posizione e la sua attività.

Ora la Politica torna alla carica, con un emendamento a firma dei parlamentari leghisti Corti, Mollame, Marti, Pianasso e Pietro Pisani, presentato nel DDL Concorrenza in Commissione Industria al Senato, dov’è già stato illustrato e pronto ad essere discusso con il parere del Governo; seguiranno eventuali riformulazioni di un nuovo testo, poi la trasformazione in Ordine del giorno e, se ammissibile, andrà al voto in Commissione e poi in aula.

Vista la difficoltà ad eliminare il PRA, si prova almeno a sottrarlo alla gestione dell’ACI, stabilendo che venga messo a bando e quindi affidato al miglior offerente; in un regime di concorrenza, infatti, in teoria si dovrebbe avere l’offerta dello stesso servizio con tariffe più convenienti per i fruitori.

Ma sarà davvero così?

Fonte: Automoto.it – News

Stellantis: la prossima Fiat 500 verrà prodotta nello stabilimento di Mirafiori

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Gli stabilimenti italiani di Stellantis saranno al centro della transizione energetica del gruppo. A dirlo sono John Elkan e Carlos Tavares, che nello specifico hanno parlato dei nuovi modelli elettrificati Maserati e di 500: la variante elettrica e la prossima generazione saranno infatti prodotte a Mirafiori.

a transizione ecologica in cui è impegnata Stellantis passa anche dall’Italia. Anzi, sarà proprio nella sede di Torino e dintorni che si spingerà forte sull’elettrificazione. A raccontarlo, durante un incontro con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano lo Russo e il presidente dell’Unione Industriali Torino Giorgio Marsiaj, ci hanno pensato John Elkann e Carlos Tavares, rispettivamente presidente ed amministratore delegato di Stellantis. Nel concreto, Stellantis sta lavorando per dare vita al Turin Manufacturing District, dal quale dovrebbero nascere la nuova generazione di Fiat 500 e la sua variante elettrificata. Non soltanto però, perché il capoluogo piemontese sarà anche la nuova patria della piattaforma elettrificata Maserati, da cui (nei prossimi) verranno sviluppate Quattroporte, GranTurismo e GranCabrio.

“Stellantis è nata con lo spirito coraggioso e visionario dei nostri padri fondatori per cogliere le grandi opportunità del 21° secolo – ha esordito John Elkann – Piemonte e Torino sono indissociabili da Stellantis e il futuro della mobilità che stiamo costruendo. Cosa che vogliamo fare insieme ai nostri partner locali e alle parti interessate per essere più forti e raggiungere il nostro scopo in Italia e nel mondo”. Va detto, infatti, che assieme alla Regione Piemonte è stato messo in atto un processo di aggiornamento per le strutture produttive, le quali verranno impiegate come punto di riferimento all’interno del gruppo per quanto riguarda tecnologia e sviluppo. A questo, infine, si aggiunge la “Cittadella del Design”, una struttura del Politecnico di Torino dedicata a design e mobilità sostenibile adiacente all’impianto di Mirafiori.

Fonte: Automoto.it – News

Formula 1: il dato statistico che dimostra la crescita della Ferrari

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Dopo i primi due GP della stagione 2022 di Formula 1, la Ferrari è sia al comando del mondiale costruttori che di quello piloti, con Charles Leclerc in testa davanti a Carlos Sainz. Ma il dato statistico interessante è un altro. Nei GP in Bahrain e in Arabia Saudita, la scuderia di Maranello ha totalizzato 78 punti su 88 disponibili, cogliendo un bottino maggiore rispetto a Mercedes e Red Bull insieme. Ma è il confronto con il 2020 a impressionare. Due anni fa, la Ferrari chiuse il campionato con 131 punti, meno del doppio rispetto a quanto ottenuto in sole due gare nel 2022. Nel 2021, invece, la Rossa nei primi due GP colse 34 punti, meno della metà del totale attuale.

Sarebbe stato difficile immaginare un bottino così ricco mentre la Ferrari navigava in acque turbolente, riuscendo a ottenere un misero sesto posto nel mondiale costruttori a fine 2020. E invece a Maranello sono riusciti a rendere realtà l’improbabile, grazie a un lavoro di fino sul progetto 2022, a cominciare da una rivisitazione quasi completa del motore, con un’attenzione particolare al nuovo carburante E10, introdotto con il nuovo regolamento tecnico. Ma i tecnici della Ferrari hanno dedicato anche parecchio tempo ad esplorare tutte le opzioni possibili a livello di filosofia aerodinamica, ipotizzando e scartando l’idea portata in pista dalla Mercedes.

E se il deficit in classifica della Red Bull, frutto del doppio zero del team a Sakhir, è destinato a ridursi, il confronto con la Ferrari di due anni fa dimostra la bontà di un progetto che sembra essere curiosamente complementare a quello nato a Milton Keynes. Veloce sul dritto e nelle curve veloci la RB18, efficace nelle parti guidate con curve lente la F1-75. Bruciante nelle velocità di punta la power unit fu Honda, tagliente in accelerazione quella Ferrari. E le differenze prestazionali, in questo contesto di equilibrio, diventano minime, sia in qualifica che in gara.

Così, anche le scelte a livello di assetto possono risultare determinanti. La Ferrari a Jeddah ha optato per un maggior carico aerodinamico, convinta che la Red Bull avrebbe faticato nella gestione delle gomme. Così è stato con le medie, ma non con le hard. E la configurazione scarica della RB18 è stata molto utile a Verstappen nel duello sul finale che gli è valso la vittoria. Ma che la Ferrari possa recriminare sui dettagli dimostra la forza del suo pacchetto. Mattia Binotto è ancora cauto, e continua a rimandare le riflessioni sulla competitività della Rossa fino al quarto o quinto GP dell’anno. Ci sono dei dati, però, che parlano da soli.

Fonte: Automoto.it – News

Da oggi scende il prezzo della benzina e del gasolio di 25 centesimi al litro

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Oggi, 22 marzo entra in vigore il decreto Legge n°21 del 21 marzo 2022 che prevede la riduzione delle accise sui carburanti per contrastare l’aumento dei prezzi, in larga parte immotivato e stigmatizzato dal ministro della Transizione Ecologia Roberto Cingolani, che ha parlato di vere e proprie truffe. Lo sconto, che a quanto sembra non arriverà nemmeno tutto e subito, dovrebbe essere di 25 centesimi al litro portando le accise a 0,4784 euro per ogni litro di benzina e 0,3674 euro al litro per il gasolio. La riduzione delle tasse ha un effetto anche sulla quota del prezzo attribuibile all’IVA, che però rimane sempre al 22%, la vergognosa “tassa sulle tasse”.

Le conseguenze? In realtà la riduzione dei prezzi era già iniziata qualche giorno fa (forse nel timore di indagini su gli indebiti aumenti?) e probabilmente il prezzi scenderanno sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro riportando il gasolio sotto il prezzo della verde , ma da Londra arrivano cattive notizie con la quotazione del diesel che sale a 111 dollari al barile. 

Fonte: Automoto.it – News

In Russia la crisi dei chip e le sanzioni internazionali non fermano la produzione auto Lada

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Parlando di Case auto con la produzione ferma, si potrebbe fare un elenco esteso e dettagliato, fin dove arrivano la verità e le ammissioni. Se per molti nomi noti abbiamo informazioni, confermate dalle attese o mancati ordini di modelli nuovo in concessionaria, per il fronte russo? Si parla, oggi della Avtovaz, un riferimento locale.

In precedenza, causa la crisi dei chip e forse anche delle manovre sanzionatore, l’assemblaggio delle auto era stato sospeso. Ieri, 16 marzo 2022, Avtovaz ha ripreso il funzionamento delle linee di assemblaggio Lada Granta e Lada Niva. Così ha dichiarato un rappresentante dell’azienda.

Le sedi produttive sono in Russia, a Togliatti e Izhevsk. Lo stop dichiarato è quindi intercorso solo pochi giorni (dal 5 marzo e dal 9-11 marzo) a causa della crisi in corso nelle consegne di componenti elettronici, dichiara l’azienda.

Il gruppo Avtovaz produce auto in ciclo di completo per due marchi: Lada e Renault. Nel 2021, Avtovaz ha aumentato le vendite di auto sul mercato russo del 2% (fino a 350.700) mentre la quota di Lada nel segmento delle autovetture e dei veicoli commerciali leggeri è scesa, dal 21,5% nel 2020 al 20,9% nel 2021.

Di certo il 2022 potrà essere molto diverso, in un mercato oggetto di forti mutamenti derivanti dalla fase di guerra. Le poche Lada immatricolate in Itaia, tra le altre cose, sono valse al momento l’ultima posizione per il marchio nella classifica delle emissioni CO2 medie.

Fonte: Automoto.it

Il futuro delle auto familiari di lusso wagon esiste e parla ancora Audi

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Avremmo potuto vederla e toccarla con mano al Salone di Ginevra di quest’anno, non fossimo nei tremendi anni Venti, quindi ve la raccontiamo commentando nei formati consenti oggi questa concept-car Audi. È l’anticipazione del futuro modello riferimento nelle wagon, per il gruppo, erede Audi A6 Avant in formato e-tron: ovvero nativa elettrica, pur se veicolo da famiglia e da viaggio, pronto a essere caricato e stressato a lungo sulle strade di alta percorrenza.

Altri costruttori parlano di graduale abbandono delle familiari, nel classico formato discendente dalle prime “giardinette” (se si parla italiano) Audi invece prosegue con una dovuta erede per il filone molto fruttuoso e apprezzato, delle proprie Avant. In attesa di conoscerla meglio e provarla, questa futura reginetta premium tra le BEV familiari, senza sigla RS per ora, ne passerà del tempo e la stessa auto non sarà identica a quella della foto gallery odierna.

Abbiamo però tutte le caratteristiche base già definite a eccezione del prezzo, molto volubile visti i tempi, per questa Avant elettrica ovviamente integrale e potente (476CV) di grande autonomia (700 Km) con ricarica superveloce (270 kW).

Fonte: Automoto.it 

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