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Le nuove norme europee su omologazioni, emissioni e sicurezza

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Oggi, primo settembre, è un giorno destinato a lasciare un segno nella storia dell’industria automobilistica europea, poiché segna l’entra in vigore del nuovo Regolamento dell’Unione Europea sull’omologazione e sulla sorveglianza dei veicoli a motore.

Si tratta dell’ultimo passaggio di un lungo iter che nasce nel 2016 per gli effetti dello scandalo Dieselgate e che aveva avuto l’altro suo momento topico nel maggio del 2018 quando le nuove norme furono approvate sia dal Parlamento che dal Consiglio europeo.

Le principali novità del Regolamento riguardano i test di omologazione dei motori e tutta una serie di controlli su emissioni e sicurezza, per i quali verrà introdotta una diversa metodologia destinata ad accentuare i criteri di indipendenza e neutralità.

Precisa, inoltre, che gli Stati dell’Unione debbano fare in modo di avviare i processi necessari a effettuare verifiche ogni 40 mila nuove immatricolazioni e che, qualora venissero riscontrate irregolarità, potranno intervenire in via autonoma, comminando laddove necessario multe e sanzioni alle CaseFino a 30 mila euro per auto, si legge sul sito della Commissione Europea.

Presente e futuro

A differenza di quanto è avvenuto finora, infine, i test non riguarderanno più soltanto i veicoli di imminente commercializzazione ma verranno invece estesi anche a quelli già presenti sul mercato.

“Il nuovo Regolamento – ha dichiarato a margine del documento il commissario per il mercato interno Thierry Breton – fa parte di un più ampio lavoro europeo che mira a una mobilità più pulita e più sicura che, dato il periodo di crisi, richiede degli investimenti su infrastrutture e innovazione ancora più orientati al futuro”.

Sull’argomento, tornerà nei prossimi giorni l’Ing. Enrico De Vita con un approfondimento esclusivo.

Fonte: Automoto.it

Una Rolls Royce elettrica, la mitica Phantom V del 1961

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Lunaz, specialista britannico nella conversione di auto d’epoca ha iniziato la produzione di una Rolls Royce elettrica. Ma non una qualunque. Bensì la Phantom V uno dei simboli della Casa britannica. L’azienda con base a Silverstone e specializzata in conversioni a emissioni zero riprogetterà “alla spina” il modello Phantom del 1961 (quinta serie con una storia iniziata nel 1925) con una produzione limitata a 30 unità a cui seguirà la Silver Cloud elettrica.

Tutti i modelli riprogettati da Lunaz dispongono di una propulsione elettrica proprietaria progettata, ingegnerizzata e prodotta dall’azienda inglese, e adattata di volta in volta a ogni modello e quindi particolarmente flessibile. L’importante, per Lunaz, è mantenere intatta l’identità unica di ogni veicolo recuperato.

L’azienda metterà a disposizione i suoi modelli elettrici Rolls-Royce in ogni mercato e i prezzi per una Rolls Royce Silver Cloud di Lunaz partono da 350 mila sterline, escluse le tasse locali, mentre la Rolls Royce Phantom elettrica parte da 500 mila sterline.

Fonte: Allaguida

La produzione della Honda Civic tornerà in Giappone: effetto della Brexit

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La Honda trasferirà in Giappone, nella fabbrica di Yorii, a nord-ovest di Tokyo, la produzione della Civic. E’ un effetto della Brexit, con il colosso giapponese che dopo aver fortemente limitato l’attività della sua fabbrica inglese di Swindon, nello Wiltshire, ha deciso di chiuderla definitivamente. Nel Regno Unito, al momento, viene prodotta solo la Civic (in passato anche Jazz e Cr-V) e nell’arco di un anno si dovrebbe arrivare a chiudere i cancelli, riportando nel paese del Sol Levante anche l’ultima alata di sangue europeo.

Fonte:Automoto.it

PSA e FCA: quasi pronto il nuovo pianale per elettriche con 650 km di autonomia

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PSA e FCA completeranno entro marzo del prossimo anno la fusione, dando vita al colosso “Stellantis”, ma già da mesi stanno lavorando in sinergia ad una serie di progetti tra cui quello di una nuova piattaforma elettrica ad alte prestazioni, eVMP “Electric Vehicle Modular Platform”. Riguarderà le auto dei segmenti C e D di Stellantis e sarà sul mercato entro il 2023, promettendo grandi numeri in termini di autonomia dei veicoli che ne saranno dotati: si parla di una range tra i 450 e i 650 km, grazie a una capacità di stoccaggio di riferimento con 50kW.h per metro disponibile tra le ruote.

Il tutto a compimento di un processo produttivo strutturato nell’ottica di un contenimento dei costi che dovrebbe permettere di affacciarsi sul mercato con prezzi competitivi e appetibili ai marchi Maserati, Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Abarth, Fiat Professional, Chrysler, Dodge, RAM, SRT, Mopar, DS, Opel, Citroen e Peugeot. Con questa piattaforma eVMP, Groupe PSA dimostra ancora una volta la sua capacità di innovare sviluppando tecnologie all’avanguardia e convenienti per i suoi clienti, grazie alle scelte accurate che hanno permesso di ridurre significativamente le spese di ricerca e sviluppo e gli investimenti industriali – ha dichiarato Nicolas Morel, direttore ricerca e sviluppo di Groupe PSA – Questa piattaforma globale consentirà di offrire una gamma di veicoli rispettosi dell’ambiente, in grado di soddisfare le aspettative in evoluzione dei nostri clienti e garantire piacere di guida e sicurezza a bordo, valori alla base della reputazione del Gruppo”, afferma Nicolas Morel, direttore ricerca e sviluppo di Groupe PSA”

Fonte: Automoto.it

Ogni italiano passa 38 ore nel traffico

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38 Ore incolonnati in auto: a tanto ammonta, secondo un’elaborazione della CGIA di Mestre, il tempo che ogni italiano perde imbottigliato nel traffico. L’equivalente di una settimana di lavoro o tempo sottratto alle attività personali.

Nell’Europa a 27 solo Malta e Belgio registrano una situazione più critica della nostra, spiega l’Ufficio studi della CGIA.

Rispetto ai principali Paesi europei il gap del nostro Paese è importante: se in Olanda si rimane congestionati per 32 ore all’anno, in Francia e Germania si scende attorno a 30 e in Spagna a poco più di 26. La media UE si attesta a 30,4 ore.

«Le lunghe code che, purtroppo, condizionano negativamente la vita di moltissime persone sono ascrivibili, in particolar modo, a un paio di cause. La prima è dovuta all’insufficienza del numero di mezzi pubblici presenti nelle nostre aree urbane (bus, tram, metro, treni, etc.) che costringe tantissimi pendolari ad usare i mezzi privati. L’Istat, infatti, segnala che in Italia si reca al lavoro con i mezzi pubblici solo il 12,2 per cento degli occupati, mentre il 69,2 per cento lo fa guidando un’auto1 . La seconda è imputabile al grave deficit infrastrutturale che caratterizza il nostro Paese», spiega la CGIA, per la quale «A pagare un conto salatissimo sono sicuramente i pendolari, che utilizzano l’auto per spostarsi da casa verso l’ufficio/fabbrica e viceversa, e coloro che per lavoro devono guidare per buona parte della giornata un mezzo di trasporto. E’ il caso dei camionisti, dei padroncini, dei taxisti, degli autonoleggiatori, degli agenti di commercio e di tantissimi artigiani che per compiere gli interventi richiesti devono muoversi col proprio furgoncino per raggiungere le sedi/abitazioni dei clienti».

Fonte: Automoto.it

Skoda Enyaq iV, il teaser degli interni dell’elettrica

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Skoda ha svelato gli interni della Enyaq iV, la prima nativa elettrica della sua storia. In attesa del debutto del SUV, previsto per il prossimo 1° settembre, la casa boema ha mostrato un bozzetto dell’abitacolo. E gli interni tradiscono il family feeling con la cuginetta Volkswagen ID.3: un design votato al minimalismo, con i comandi fisici ridotti all’essenziale. Non serve altro, visto che la maggior parte delle funzioni viene gestita per mezzo del generoso display centrale, che con i suoi 13″ è praticamente un tablet.

Restano però i pulsanti sulle razze del volante, che fanno il paio con i comandi posti al di sotto del tablet. La consolle centrale è piatta e presenta un comando digitale per la trasmissione. Nell’abitacolo c’è anche spazio per un head-up display con realtà aumentata. L’assenza di un motore endotermico dà maggior agio di manovra ai designer di Skoda, che hanno rivoluzionato gli ambienti a bordo, proponendo un nuovo concetto di optional.

Al posto dei singoli componenti, saranno offerti pacchetti dedicati – chiamati Design Selections – per scegliere la combinazione di elementi che si preferisce. Ma Skoda strizza anche l’occhio all’ambiente, vestendo gli interni con tessuti che per il 60% sono composti da materiale riciclato e colorando i pellami con un estratto di foglie d’olivo.

Fonte: Automoto.it

Nuova Toyota Yaris Hybrid 2020: ecco come va!

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Nuova Toyota Yaris Hybrid 2020: ecco come va!

Nuova Toyota Yaris Hybrid 2020: è tutta nuova a cominciare dalla piattaforma (la TNGA-B), passando per il nuovo sistema ibrido con batteria al litio, per finire con la sicurezza ai vertici della categoria. Il baricentro basso, la scocca più rigida e il volante più piccolo e verticale regalano un piacere di guida prima sconosciuto. Dentro il cofano un nuovo 3 cilindri a ciclo Atkinson e un motore elettrico più potente: ora i cavalli complessivi sono 116. I consumi? Sempre da riferimento. Volete sapere com’è andata? Tutti i dettagli nel video.

Fonte: Quattroruote

Incentivi: nuovi fondi da scostamento di bilancio?

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Lo stanziamento previsto nel Decreto Rilancio (convertito nella legge n. 77 lo scorso 17 luglio) per finanziare l’acquisto di nuove vetture Euro6 di nuova generazione, con emissioni di anidride carbonica comprese tra 61 e 100 g/km, a partire dal primo agosto potrebbe a stento arrivare a settembre, figurarsi entro il 31 dicembre 2020.

La somma, da utilizzare per finanziare l’incentivo di 3.500 euro a fronte di una rottamazione o di 1.750 senza, viene ritenuta largamente inadeguata rispetto alle previste domande di acquisto, dato che nel novero dei veicoli interessati al provvedimento rientrano diversi modelli del segmento A, di quello B e molti veicoli SUV compatti, tra i più richiesti in Italia, che valgono una fetta sostanziosa del mercato, vicina al 30% del totale.

Si profila, ancora prima che il provvedimento inizi ad essere operativo, la necessità di provvedere ad un aumento del fondo a disposizione, che alcune proiezioni indicano debba essere di almeno 250 milioni, che comunque rientrerebbero nella disponibilità delle casse statali sotto forma di entrate fiscali legate all’acquisto.

Insomma, una sorta di partita di giro (che alla fine, come sostengono le associazioni di categoria, dovrebbe risultare conveniente per lo Stato), che va comunque finanziata nella fase iniziale.

Ed è qui che potrebbe tornar utile, molto utile, lo scostamento di bilancio, che dovrebbe arrivare a 25 miliardi di euro, sulla cui richiesta di autorizzazione è previsto il voto in Parlamento nei prossimi giorni.

Se, come tutto lascia prevedere, dalle aule di Camera e Senato arriverà il via libera al provvedimento, ecco che potrebbero essere disponibili tutte le risorse necessarie alla partenza dell’Ecobonus senza pericolo che i rubinetti smettano di erogare incentivi sul più bello.

Fonte: Automoto.it

Propulsore Tesla su una Ferrari 308 gts

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Uno perchè potreste avere un mancamento. Due perchè, se non avete avuto un mancamento e i progetti azzardati vi piacciono, su una Ferrari spinta da un propulsore Tesla c’è di sicuro da tenersi forte, vista l’accelerazione. In Inghilterra il proprietario di una 308 gts ha deciso di sostituire il motore originale di Maranello con quello di una Tesla, arrivando a raddoppiare i cavalli del suo Ferro: da 250 a 500. Rinunciando, però, a quel sound roco che ha contributo a rendere la 308 una delle Ferrari più iconiche (nonostante i noti problemini di affidabilità). L’auto resa famosa anche dalla fortunata serie “mAgnum P.I.”, quindi, è rinata a nuova vita in versione ecofriendly, ma per i puristi, chiaramente, si tratta dell’eresia tra le eresie. Forte un’auto così ci va lo stesso, ma lontano no, visto che per questioni di spazio è stata alimentata da una batteria di soli 45 kWh che non consente certo chilometraggi da giramondo.

Fonte: Automoto.it – Archivio articoli

Tesla, ad Austin la fabbrica dove sarà prodotto il Cybertruck

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Tesla ha scelto la città in cui sorgerà la sua nuova fabbrica: Austin ospiterà lo stabilimento nel quale sarà prodotto il pick-up della casa di Palo Alto, Cybertruck. A confermarlo è stato il co-fondatore del marchio, Elon Musk, che ha specificato che i lavori di costruzione sono cominciati lo scorso weekend. La decisione di optare per Austin è stata sicuramente influenzata dalle agevolazioni fiscali a sei zeri garantite sia dalla contea del Texas in cui sorgerà la struttura che dal distretto scolastico locale.

A nulla è valso quindi il pressing di Tulsa, in Oklahoma, che per blandire Musk aveva addirittura modificato una statua preesistente per renderla – più o meno – a immagine e somiglianza del tycoon di origine sudafricana. Musk, però, ha fatto sapere che prenderà in considerazione Tulsa per progetti futuri. Stando a quanto dichiarato da Musk, la fabbrica ad Austin sarà aperta al pubblico, e presenterà al suo interno percorsi per trekking e biciclette. «Sarà un paradiso ecologico. Uccelli sugli alberi, farfalle, pesci nel ruscello», ha dichiarato Musk secondo quanto riportato da The Verge.

La nuova fabbrica di Tesla ad Austin sorgerà su un terreno da 2.100 acri ad est rispetto all’aeroporto di Austin, il cui perimetro per circa due miglia dà sul fiume Colorado. Frutto di un investimento di almeno un miliardo di dollari, lo stabilimento di Tesla in Texas avrà un’ampiezza tra i 4 e i 5 milioni di metri quadrati. Tesla ha intenzione di assumere circa 5.000 dipendenti; lo stipendio medio si aggirerà sui 47.000 dollari annui, con le posizioni entry level da crica 35.000 dollari all’anno. Oltre al Cybertruck, ad Austin saranno prodotti la Model Y, la Model 3 e il camion Semi.

Fonte: Automoto.it – Archivio articoli

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